Sicurezza
Ciclodromo di Ponte Buggianese, dalla Regione arrivano i soldi
L’annuncio dopo le dure accuse di Franchini (Fdi-An). Il sindaco: «L’impianto è funzionante e a prova di legalità»
PONTE BUGGIANESE. I soldi del ciclodromo di Ponte, arriveranno nelle casse del Comune entro fine marzo. Lo annuncia la Regione, premettendo di aver liquidato la cifra di 700mila euro a febbraio. Si tratta dell'ultima tranche di anticipo: il saldo avverrà dopo la conclusione dei lavori. I primi 150 mila sono stati liquidati a dicembre 2014, la seconda tranche risale a settembre 2015 e la terza arriva adesso. «Per le nuove regole di equilibrio di bilancio e i vincoli a cui dall'anno scorso è sottoposta - si legge in un comunicato - la Regione non è stato possibile fare prima ed erogare l'intera somma ad aprile dell'anno scorso, come era stato previsto inizialmente».
La notizia arriva dopo una giornata di repliche al vice-portavoce provinciale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, Roberto Franchini, che aveva detto che del progetto urbanistico, finanziato con 1 milione e 500.000 euro dalla Regione nell'ambito degli interventi a margine dei Mondiali di ciclismo su strada del 2013, «possiamo solo apprezzare il degrado e l'abbandono».
[[atex:gelocal:il-tirreno:montecatini:cronaca:1.13102035:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/montecatini/cronaca/2016/03/10/news/l-anello-e-ok-ed-e-usato-per-gli-allenamenti-1.13102035]]
Il sindaco di Ponte Buggianese, Pier Luigi Galligani, ha circostanziato in tre punti la risposta. Il primo riguarda la trasparenza degli appalti. «Devo manifestare soddisfazione perché la visita del gruppo interforze istituito dalla prefettura di Pistoia, quale monitoraggio e controllo volti a verificare l'esistenza di tentativi di infiltrazione da parte della malavita organizzata e la legalità dei cantieri - ha scritto Galligani - non ha rilevato nulla di anomalo e che quanto compiuto sia del tutto regolare».
Il secondo punto riguarda i tempi: «E' da sottolineare il ritardo con cui i lavori sono iniziati rispetto alla tabella di marcia dei Mondiali di ciclismo a causa delle numerose verifiche di natura ambientale, che hanno riguardato l'analisi sulla permanenza di diserbanti e altri residui inquinanti in un terreno dove precedentemente si coltivava mais in monocoltura».
Il terzo, e qui Galigani concordava almeno in parte con Franchini, riguarda proprio i finanziamenti: «L'erogazione dei finanziamenti da parte della Regione Toscana non sono ancora pervenuti in misura sufficiente e hanno visto il Comune anticipare somme destinate al pagamento dei lavori eseguiti: tale situazione deriva dall'applicazione del cosiddetto patto di stabilità regionale».
Galligani confida che «la situazione si sblocchi in tempi brevi e si possano concludere i lavori sull'area pubblica con la costruzione degli spogliatoi, dei locali per biciclette e del punto ristoro. Nel progetto non sono previste tribune per il pubblico: forse Franchini confonde la parola "ciclodromo" con "velodromo", che è un altro tipo di struttura. Altra cosa sono gli interventi sull'area privata, ove la destinazione urbanistica consente realizzazioni ben definite legate a strutture di accoglienza o sportive, ma queste rimangono nella potestà di intervento privato».
Un'ultima notazione riguarda la transennatura e il cartello di accesso consentito solo a pedoni e ciclisti: «Questi sono stati posti per impedire l'accesso sulla pista a macchine e motori che spesso usavano l'area per scorribande. Ai ciclisti l'accesso è possibile, tanto che sulla pista svolgono allenamenti giovani ciclisti delle società sportive del territorio, attività svolta "in sicurezza" e non in mezzo al traffico stradale».
Il sindaco conclude stigmatizzando alcune frasi di Franchini che «risuonano grottesche e steoreotipate, specialmente se usate per fini propagandistici in vista della scadenza del mio mandato amministrativo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
