Il dolore
Invasione di piccioni Comune in “guerra” con falchi e droni
Le autorità hanno riscontrato un’infestrazione di tipo elevato in un casolare in stato di abbandono nella zona di Via Nova
PIEVE A NIEVOLE. “È stata riscontrata un'infestazione di tipo elevato”: e allora per combattere i piccioni in zona Via Nova arrivano gabbie, falchi e anche un drone.
È tempestivo l'intervento del Comune di Pieve dopo la protesta sul Tirreno di Luana Giacomelli, portavoce di una decina di famiglie, che lamentava l'eccessiva presenza di questi volatili in via Marconi, che negli ultimi mesi hanno tra l'altro trasformato un rudere all'incrocio con via Leopardi in un vero e proprio “albergo”, dove gli stormi si fermano e nidificano, per poi finire sopra le coperture delle abitazioni vicine. Le conseguenze sono facili da immaginare: deiezioni ovunque, guano sui muri, nei canali di scolo e nei giardini, carcasse da rimuovere, tegole dei tetti che si staccano sotto il peso di 2-300 colombi (la stessa Giacomelli ha dovuto ristrutturare la copertura per una spesa di 2.000 euro). E naturalmente alto rischio igienico e sanitario, tanfo e fetore che si avverte a qualsiasi ora. A contrastare l'invasione ci penserà l'associazione "I falconieri del Granducato di Toscana" con il progetto Bird Control, finanziato dall'amministrazione con 5.000 euro.
La salute pubblica e il decoro urbano sono gli obiettivi da perseguire. Gli esperti installeranno tre gabbie con mangime e acqua che saranno controllate ogni giorno: due posizionate sopra edifici privati, una terza sul tetto della biblioteca comunale all'intersezione con via delle Cinquevie. Saranno inoltre fatti volare una serie di falchi (per dieci interventi totali) e, dove viene considerato difficile l'utilizzo del rapace, verrà comandato in aria un drone. La maggior parte dei piccioni catturati verranno soppressi, alcuni invece saranno ceduti all'Asl Toscana Centro per verificare la presenza di eventuali ceppi patogeni, infezioni e parassiti. L'operazione avrà durata annuale, con attività massima nei primi tre mesi, per proseguire con un periodo di “mantenimento”. Ammette comunque l'associazione: «Non sarà possibile eliminare completamente la presenza di volatili nocivi a causa dell'ubicazione della suddetta area».
I residenti di Via Nova sperano che questa sia la volta buona se non per sconfiggere totalmente i piccioni, almeno per diminuire in modo sostanziale il loro numero. Anche perché la “guerra” è in atto da diverso tempo, ma con scarsi risultati. Fin dal 2008, quando il Comune sperimentò l'uso di mangime a base di nicarbazina. In seguito sono stati installati dei dissuasori su cornicioni e grondaie della biblioteca. Tutti tentativi che però non hanno interrotto la nidificazione.
Luca Signorini
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