Italia
Picchiato e legato nel negozio
Rapina al “Gold Money”. Rubati oggetti preziosi e contanti per 26.000 euro
MONSUMMANO. Nel giro di quindici minuti hanno portato via un bottino di circa 20.000 euro in gioielli, trafugandoli dagli espositori in vetrina e dalla cassaforte, che in quel momento si trovava aperta. Già che c'erano si sono impossessati di altri 6.000 euro in contanti, soldi che erano custoditi in un borsello. Hanno avuto anche il tempo di malmenare e legare la vittima, immobilizzandola così da renderla innocua.
Rapina fulminea e violenta al compro oro e gioielleria “Gold Money” di via Matteotti, in pieno centro città. Il colpo è avvenuto tra le 19,40 e le 20 di venerdì, subito dopo la chiusura dei numerosi negozi della zona, che abbassano le serrande alle 19,30. Ad agire una banda di tre banditi (forse con un quarto a fare il palo in strada, pronto alla fuga): il primo, a volto scoperto, si è introdotto nel compro oro proprio quando il titolare, Giuseppe Cosentino, 49 anni di Chiesina Uzzanese, stava iniziando le operazioni di chiusura dell'attività, e si trovava sulla porta. Ne è nata una collutazione, dove il commerciante poteva anche uscire vincitore, se non fosse per l'intervento istantaneo di altri due uomini, con il volto celato sotto il cappuccio della felpa e uno di loro con in mano un cacciavite (poi abbandonato sul luogo della razzia), che hanno sopraffatto Cosentino, a quel punto reso inerme dalla forza del gruppo.
I tre, prendendolo a schiaffi e a strattoni, gli hanno legato mani e piedi con fascette in plastica da elettricista. Lo hanno quindi accomodato sulla sedia dietro il bancone guardandolo a vista, così da poter operare senza ulteriori intralci.
«Io ho urlato più volte, ma nessuno ha sentito e si è accorto di nulla - racconta la vittima - ma sicuramente questi delinquenti dovevano essere già da un po’ di tempo in strada, aspettando il momento buono per entrare in azione. Li ho sentiti parlare, mi sembrava avessero accento albanese, quello a volto scoperto aveva la pelle scura. Stavo aprendo la porta del mio negozio per andare via, quando il primo della banda mi si è presentato davanti spingendomi dentro. Non sono stato fermo, ho reagito e potevo avere la meglio. Poi sono arrivati altri due individui, di corporatura piuttosto robusta, e in tre mi hanno immobilizzato. In quegli interminabili minuti ho visto svuotare la mia attività, sono spariti i monili in oro e in argento e il denaro che avevo in borsa per portarlo a casa. Sono poi scappati con i rotoli dei gioielli sotto braccio, senza preoccuparsi di essere visti. Per fortuna dopo poco sono riuscito a liberarmi velocemente dalle fascette, e intorno alle 20 ho avvertito i carabinieri».
I militari, che stanno interrogando i negozianti di via Matteotti, sono a lavoro per individuare i delinquenti: saranno di aiuto le due telecamere piazzate una all'interno e l'altra all'ingresso del compro oro. È tanta la rabbia e la paura di Cosentino, che nella serata di venerdì è stato accompagnato all'ospedale di Pescia per essere medicato delle contusioni e abrasioni riportate nell'aggressione (per lui per fortuna pochi giorni di prognosi). L'uomo già ieri era l'altro tornato alla sua attività, in una via Matteotti piuttosto trafficata e ignara di cosa fosse successo la sera prima, quando la strada era evidentemente deserta.
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