La manifestazione
L’Unione dei Comuni non scalda l’assemblea
Prima riunione aperta a Ponte fra politici e cittadini col Pd convinto del progetto e opposizioni dubbiose. Approvato un ordine del giorno che rinvia le decisioni
PONTE BUGGIANESE. La proposta di Unione dei Comuni della Valdinievole di certo non scalda gli animi della folla. Se gli entusiasmi ci sono, devono essere racchiusi nelle stanze di partito (e forse neppure in quelle, viste le dichiarazioni dei giorni scorsi di diversi amministratori). Al primo consiglio comunale aperto sull'argomento, che si è svolto venerdì sera nell'auditorium della scuola di via Toscanini, i cittadini accorsi hanno accolto l'ipotesi di rioganizzazione amministrativa in maniera un po’ freddina. Poco meno di un centinaio le persone presenti, tra loro diversi rappresentanti politici (nuovi e vecchi) e nessun sindaco (nonostante fossero invitati). In apertura di seduta il primo cittadino di Ponte, Pier Luigi Galligani, promotore dell'assemblea, ha introdotto il tema illustrando i contenuti, i passaggi già compiuti e quelli da percorrere. Il primo intervento è toccato a Massimo Galligani, capogruppo del partito di minoranza Il Ponte, che ha ribadito l'importanza del confronto con i cittadini, chiedendo di ricevere i dati «per sapere se l'Unione dei Comuni porterà davvero un risparmio sui costi e l'efficienza dei servizi». «Prima di prendere qualsiasi decisione è necessario convocare un referendum di valore vincolante», ha detto. La replica a Enrico Cardelli, consigliere Pd, che ha sottolineato come la strada intrapresa sia oggi l'unica percorribile, in tempi di Province che perdono funzioni. A questo punto si è aperto il microfono per il pubblico in sala. Per Roy Biagini «si può fare l'Unione o la Fusione, ma non servirebbero a niente senza una seria revisione della spesa, con gli enti locali che devono fare un cambio di passo senza restare ancorati alle vecchie logiche». Così Alessandro Galligani: «Personalmente non ho capito se l'Unione è il passaggio intermedio per arrivare alla Fusione, qual'è la meta finale del disegno complessivo?» Ancora Mirko Tognarelli, rappresentante del Movimento Tricolore: «Oggi si è aperto un dibattito con la popolazione, un percorso che però non deve fermarsi. È necessario avere dati concreti e simulazioni di risultati, altrimenti non si capisce il motivo di una scelta piuttosto che di un'altra». Luciano Bartolini (direzione Pd Ponte) e Marco Biagini (segretario locale Pd) hanno portato acqua al mulino dei favorevoli, tra il superamento dei campanili e lo sguardo verso il futuro. Alla fine la riunione ha licenziato un ordine del giorno (con 3 voti contrari del gruppo Il Ponte) in cui si propone «di incentivare la riflessione politica e pubblica su cooperazione rafforzata tra Comuni, gestione amministrativa unitaria del territorio ed efficienza della macchina amministrativa, ottimizzazione delle risorse, progettualità e programmazione delle politiche territoriali in modo omogeneo».
Luca Signorini
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