Sicurezza
Il raddoppio della ferrovia non sarà in sopraelevata
Doccia fredda per Montecatini da Rfi. Ma Confcommercio chiede un confronto aperto
MONTECATINI. «Il progetto esecutivo del completamento del raddoppio della Pistoia-Lucca sarà pronto entro l'anno e a quel punto valuteremo le eventuali prescrizioni delle comunità locali». Lo ha detto l'ad di Rfi, Maurizio Gentile, venerdì 4 marzo a Pisa, a margine della presentazione di alcuni progetti di ricerca sviluppati insieme alla Scuola Superiore Sant'Anna. «Per il tratto da Pistoia a Montecatini - ha concluso - il progetto definitivo c’è già e da aprile apriranno i cantieri, resta da definire invece la tratta rimanente da Montecatini a Lucca, che prevede l'attraversamento del centro abitato termale, e la cui progettazione esecutiva ancora in via di definizione. La stiamo completando ed entro l'anno la presenteremo alle comunità locali e valuteremo le eventuali prescrizioni, ma sicuramente sarà un affiancamento dell'attuale sede ferroviaria e non ci saranno tratte sopraelevate».
Con quest’ultima frase arriva la prima “mazzata” alle speranze di chi chiedeva che, invece, non venissero fatte demolizioni nel centro abitato di Montecatini.
Mentre Stefano Baccelli, presidente della commissione infrastrutture del consiglio regionale, al termine dell’incontro convocato a Lucca dal presidente della Provincia Luca Menesini, ha annunciato che sono stati stanziati 250 milioni per il lotto da Montecatini a Lucca. «Riguardo a questo tratto – ha spiegato – oggi Rfi ha presentato il progetto preliminare. I lavori sul primo lotto partiranno ad aprile, mentre quelli sui 30 km tra Montecatini e Lucca partiranno ad aprile 2017, e da parte di Rfi stata assicurata la conclusione dei lavori, con la messa in esercizio del raddoppio totale, entro la fine del 2019» .
Chi, però, non è per niente contento di tutte queste riunioni senza fare i conti con l’oste (cioè i cittadini interessati) è la Confcommercio: «Le imprese vengono lasciate fuori – tuona – ed è impensabile non includere le aziende in una scelta così determinante per il futuro della città».
L’associazione dunque torna con forza sul tema ribadendo la necessità di mettere a conoscenza popolazione e attività sulle scelte prese e sulle conseguenze che queste porteranno al territorio. «I cantieri provocheranno sostanziali cambiamenti alla viabilità cittadina, soprattutto in alcune zone. Ad oggi sono ancora molti gli interrogativi che le aziende si pongono sulle proprie sorti, in particolare per quelle attività che si trovano vicino ai passaggi a livello o, in generale, alla ferrovia».
Confcommercio torna quindi a chiedere la realizzazione di un tavolo di confronto aperto ad aziende, associazioni e cittadini, dove avanzare proposte e idee per scongiurare conseguenze negative sul commercio locale.
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