Sicurezza
La circolare sulla meningite fa paura
Operatori turistici già alle prese con disdette temono per i contraccolpi sulle presenze. «Allarmismo ingiustificato»
MONTECATINI. «La frequentazione di locali affollati per alcune ore (per esempio le discoteche) può aumentare il rischio meningite». L'allarme viene da una nota del Ministero della Salute rivolta a chi ha intenzione di recarsi in Toscana. L'allerta tuttavia resta circoscritta alle «aree maggiormente interessate dall'aumento dei casi (Asl Toscana Centro, ovvero anche il nostro territorio, ndr)» e il ministero «in considerazione della situazione epidemiologica» non ha ritenuto opportuno «fornire indicazioni particolari» ai viaggiatori che si recano occasionalmente in Toscana. È in questa circolare che, per tanti operatori, si potrebbe giocare il destino della stagione turistica 2016 di Montecatini, che in questo periodo si prepara ad accogliere le gite scolastiche (e un importante tour operator francese ha già cancellato diverse prenotazioni).
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Una nota che ha scatenato (come era prevedibile) un autentico putiferio, con inevitabili ricadute politiche. Il primo commento, a caldo, arriva dall’assessore al turismo Alessandra De Paola, che nel suo profilo Facebook va dritta al problema: «Casi da meningococco C in Lombardia nel 2015: 46; in Toscana: 36. Solo che a noi è toccata la circolare ministeriale distruttiva, mandata ai principali organismi interessati, mettendo in ginocchio il comparto turistico. Ma l'avete una vaga idea di cosa si deve sopportare tra crisi mondiale, terrorismo, paura da immigrazione e ora da meningite? Così ci ammazzate davvero, e non c'è vaccino».
E poi, contattata telefonicamente, aggiunge: «Stiamo parlando di un'epidemia mediatica, piuttosto che reale. E per questo ringrazio l'assessore regionale Ciuoffo che ha chiaramente detto che la Toscana è una destinazione sicura».
Ieri il Ministero ha cercato di mettere qualche toppa qua e là: «Dato che la Regione ha deciso di aumentare l'offerta vaccinale ai propri residenti abbiamo inteso fornire analoga raccomandazione ai residenti di altre regioni che rimangano per periodi prolungati nelle stesse aree del territorio. Ne discende che tale raccomandazione non può riguardare coloro che vi si recano saltuariamente e per brevi periodi, ad esempio per finalità turistiche».
Ma intanto la frittata è stata fatta e anche le associazioni degli albergatori non nascondono i loro timori. «Qualche conseguenza negativa - dice Fabio Cenni, presidente Asshotel Confesercenti - l'abbiamo già registrata. Se sommiamo questa vicenda ai più generali problemi legati a crisi e terrorismo internazionale rischiamo un anno zero per il nostro turismo».
«Prenotazioni cancellate ce ne sono già state - conferma il direttore dell'Apam Massimo Giusfredi - ma la valutazione del problema è stata sovrastimata e ha generato un allarmismo ingiustificato».
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Sulla vicenda Forza Italia (su sollecitazione del coordinatore provinciale Alberto Lapenna) ha presentato un'interrogazione in Regione a firma di Stefano Mugnai per conoscere «se le dichiarazioni del governo siano state concordate con la giunta e se l'assessore competente intenda riparare a quanto dichiarato per non mettere in crisi intere fette di settori economici».
Simili istanze sono state portate in Parlamento all'attenzione dell'on. Deborah Bergamini. Duro anche il commento di Fratelli d'Italia: «Sul nostro territori l'effetto potrebbe essere devastante per la già fragile situazione economica. Basti pensare, poi, all'effetto che potrebbe avere su quei turisti che avrebbero deciso di passare da noi le vacanze pasquali».
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