Attenzione
Inchiesta, cala il silenzio sull’abuso di ufficio
PESCIA. Nessuna dichiarazione. All'indomani della notizia dei quattro rinvii a giudizio nell'ambito dell'inchiesta per abuso d'ufficio legata alla vendita di un terreno edificabile di proprietà del...
PESCIA. Nessuna dichiarazione. All'indomani della notizia dei quattro rinvii a giudizio nell'ambito dell'inchiesta per abuso d'ufficio legata alla vendita di un terreno edificabile di proprietà del Comune di Pescia alla Brandani Gift Group, nessuno degli imputati si è sentito di esprimere considerazioni nel merito di quanto sarà discusso nell'udienza del 7 giugno. Quattro sono le persone a giudizio: l'ex sindaco di Pescia Roberta Marchi, Franco Baldaccini, ex amministratore unico del Mefit e all'epoca vicesindaco con delega ai lavori pubblici, il dirigente comunale Sergio Aristide Borracchini e Lorenzo Brandani, all'epoca consigliere del Pdl. Nessuna reazione neppure dalle forze politiche, né di maggioranza né di opposizione, eventualmente anche solo per esprimere un parere formale e di circostanza.
«Non ho nulla da dichiarare - ha detto Borracchini - non ho nemmeno ben chiaro in realtà come mi sono ritrovato coinvolto in tutta questa storia». Di poche parole anche Franco Baldaccini, lo stesso avvocato Federico Mariotti, che lo assiste, ha preferito non fare alcun commento nel merito della vicenda. Silenzio anche da Palazzo del Vicario. Il sindaco Oreste Giurlani, infatti, ha sottolineato la necessità di dover fare una riunione con i tecnici, tra cui lo stesso Borracchini, per valutare attentamente se ci sono o meno le condizioni perché l'ente si costituisca parte civile al processo.
Eppure l'intera vicenda scaturì dalla valutazione di un consigliere d'opposizione, secondo cui la suddivisione di quel terreno in tre lotti per poi venderne uno (al Brandani) a un prezzo molto più basso del valore di mercato avesse di per sè cagionato un danno all'ente, «perché aveva maggiore appetibilità sul mercato un terreno con un prezzo buono, piuttosto che due lotti che, pur non valendo nulla, avevano un prezzo esorbitante rispetto all'altro». (m.s.)
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