Attenzione
Quattro rinvii a giudizio per abuso d'ufficio
Pescia, coinvolti l'ex sindaco Roberta Marchi, il vice Franco Baldaccini, il dirigente Sergio Borracchini e il consigliere Lorenzo Brandani. Il 7 giugno udienza dal giudice sulla vicenda di un terreno edificabile venduto dal Comune di Pescia
PESCIA. Sono quattro i rinvii a giudizio nell'ambito dell'inchiesta per abuso d'ufficio legata alla vendita di un terreno edificabile di proprietà del Comune di Pescia alla Brandani Gift Group. Le persone coinvolte sono l'ex sindaco Roberta Marchi, l'ex vicesindaco Franco Baldaccini, il dirigente comunale Aristide Sergio Borracchini e l'ex consigliere comunale Lorenzo Brandani. L’udienza è stata fissata il 7 giugno prossimo. Il sostituto procuratore della Repubblica, Fabio Di Vizio, già lo scorso mese di settembre aveva disposto il sequestro preventivo del terreno, inizialmente di proprietà del comune di Pescia e che sarebbe stato venduto all'allora consigliere (Pdl) Lorenzo Brandani ad un prezzo più basso dell'effettivo valore di mercato.
Secondo gli investigatori la procedura di vendita era volta a favorire il consigliere comunale, che aveva contribuito alla campagna elettorale per l'elezione del sindaco Roberta Marchi. Il reato contestato è quello di abuso d'ufficio, vale a dire l'adozione di condotte scorrette da parte di amministratori locali con l'obiettivo di permettere l'acquisto del terreno ad un imprenditore, che faceva parte anch'egli dello stesso consiglio comunale. A far scaturire l'indagine fu paradossalmente proprio una querela fatta dallo stesso sindaco Marchi verso il consigliere di opposizione, Marco Ardis, che aveva presentato un'interrogazione in consiglio che aveva per oggetto proprio quella vendita, da lui definita «un vestito cucito su misura addosso a un esponente della maggioranza di centrodestra a discapito degli interessi dell'ente» alludendo alla scomposizione del terreno in questione in tre lotti, di cui uno venduto a Brandani ad un prezzo inferiore al suo valore.
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Una volta esaminato l'oggetto dell'interrogazione ritenuta offensiva, la procura ha ritenuto opportuno approfondire le indagini proprio su quella vendita ed in particolare alla circostanza che portò alla decisone di suddividere l'area su cui sorgevano alcuni ex magazzini comunali in tre lotti, senza chiarire i criteri per stabilirne il valore, e rendendo (questa l'accusa di Ardis all'epoca) un lotto più appetibile - quello comprato da Brandani appunto - e gli altri due praticamente invendibili. Nella sua interrogazione Ardis contestava la vendita di quel lotto a un prezzo molto più basso del valore di mercato, sottolineando come dividendo l'area in tre parti fosse «stato cagionato un danno all'ente, perché aveva maggiore appetibilità sul mercato un terreno con un prezzo buono, piuttosto che due lotti che, pur non valendo nulla, hanno un prezzo esorbitante rispetto all'altro».
L'ex sindaco di Pescia, Roberta Marchi aveva dichiarato al nostro giornale che lo «spacchettamento in tre lotti fu pensato e autorizzato dal consiglio, con l'approvazione del piano delle alienazioni, e fu giudicato positivo da una terna di giudici qualificati (uno lavora addirittura in tribunale) scelti dal dirigente, a seguito di una procedura a evidenza pubblica. Come si possano ipotizzare reati in una simile fattispecie, a maggior ragione a carico della sottoscritta, faccio fatica a immaginarlo, ma sono e sarò sempre a disposizione della magistratura».
Il Comune deve decidere, infatti, adesso, se costituirsi parte civile. «Ho fissato un incontro con gli uffici per valutare se il Comune ha ricevuto un effettivo danno oppure no - ha precisato a tal proposito il sindaco Oreste Giurlani - in ogni caso non ci sono aspetti legati a rivendicazioni di natura politica, abbiamo tempo fino al 7 giugno per prendere una decisione e valuteremo attentamente il da farsi».
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