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Montecatini

Centrodestra attacca: «La programmazione deve essere rivista»

Polemica sul calo di turisti a Montecatini nel terzo quadrimestre 2015

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MONTECATINI. «La sindrome “renziana” che induce a stravolgere le informazioni non conosce confini e lo dimostra la personale interpretazione della titolare di delega al turismo del comune in merito ai dati di affluenza dell'anno appena concluso». Così Fratelli d’Italia - An commenta le dichiarazioni dell’assessore Alessandra De Paola che, in sostanza, si è dichiarata soddisfatta per i dati emersi. Mentrte per Manuel Vescovi, capogruppo in Consiglio regionale della Lega Nord, e Luciana Bartolini, segretario cittadino, gli stessi dati «sono molto preoccupanti e non lasciano presagire, per il prossimo futuro, niente di entusiasmante». Insomma, l’opposizione di centrodestra va all’attacco dell’assessore e dei risultati della Città del Natale.

"Partendo dal presupposto che un dato con segno negativo resta tale a prescindere dalla più fantasiosa delle interpretazioni – prosegue FdI-An – è indubbio che l'aumento di presenze del 2014 sia da attribuire unicamente alla Casa di Babbo Natale. Il fatto preoccupante è quello del -10% del 2015 da cui si evince che il dato complessivo delle presenze dipende principalmente dai soli 40 giorni di un evento che si svolge solo grazie all'iniziativa imprenditoriale di un privato, che ha peraltro allestito un secondo evento gemello in Lazio e che ha solo un altro anno di contratto con la città. E poi? Forse sfugge che Montecatini è una cittadina termale, e che già nel 2014, secondo il rapporto globale Turismo Wellness Economy, il mercato era destinato a crescere del 9,9% su base annua e che nel 2017 raggiungerà la cifra record di 678,5 miliardi di dollari. Serve prodotto in ambito termale, serve ripristinare i servizi e i trattamenti restituendo una legittimazione scientifica all'idropinico assunto secondo le moderne logiche di mercato e di tempistica del turismo del 21° secolo. Tentare in modo maldestro di gettare fumo negli occhi con letture positive di dati con il segno meno non fa che confermare l'inadeguatezza di chi è chiamato a dare il suo contributo. E tanto per cambiare si pensa a tante iniziative di promozione, ben guardandosi dal preoccuparsi di allestire un prodotto da promuovere degno di tale nome".

«Altro che ripresa del turismo – sottolineano invece gli esponenti leghisti – dato che le cifre dicono che si è verificato un arretramento nel numero delle presenze di ospiti in città. Il tutto dipende da una scarsa se non inesistente programmazione annuale degli eventi che, tra l'altro, dovrebbero essere vari ed appetibili per un pubblico il più variegato possibile. La Città del Natale pur essendo un'idea sostanzialmente valida non può essere risolutiva, poiché naturalmente compressa solo in un determinato periodo dell'anno; l'amministrazione comunale dovrebbe farsi parte diligente per offrire un programma articolato che, di anno in anno, possa essere implementato, sostituendo, quelle manifestazioni che hanno poco riscontro».

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