Il Tirreno

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il bilancio dell’associazione

Donatori in calo, allarme Avis

Il presidente Cutsodontis: «Tra le cause la difficoltà di parcheggio»

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PESCIA. «E’ stato un triennio non facile, caratterizzato da decisioni difficili e dolorose. Tuttavia, grazie al sostegno di altre sezioni della provincia, ma anche del consiglio provinciale e di quello regionale, possiamo affermare che, almeno dal punto di vista economico, il peggio è ormai passato». Un bilancio in chiaroscuro, quello che emerge dalle parole di Emanuele Cutsodontis, presidente della sezione comunale Avis di Pescia, in occasione dell’assemblea dei soci che si è tenuta venerdì scorso. E da cui appare chiaramente, soprattutto, l’amarezza per il mancato aumento del numero delle donazioni del sangue. «Non solo non siamo riusciti a crescere - spiega Cutsodontis - ma addirittura, rispetto alle 704 donazione del 2014, nel 2015 ne sono state effettuate soltanto 655, registrando un forte calo pari al meno 49 percento. Un risultato negativo, del tutto insufficiente, che ci lascia amareggiati e ci spinge a ricercare una soluzione che, però, è sicuramente difficile da trovare». «E' vero - continua il presidente- che si è assistito a un calo generalizzato delle donazioni a livello regionale. Tuttavia la diminuzione subita dalla sezione di Pescia è in proporzione molto più alta rispetto a quella media del resto della Toscana». Tra le ragioni che hanno determinato il calo, Cutsodontis individua, seppur non come causa esclusiva, la mancata risoluzione del problema dei posteggi a pagamento per i donatori. «Da anni lo segnaliamo inutilmente all'Asl e all'amministrazione comunale - spiega - ma quello dei posteggi è un problema ancora aperto, che di sicuro non facilita il compito delle associazioni. Non possiamo, però, che considerare poco generoso costringere i donatori di sangue a pagare per compiere il proprio gesto altruista nei confronti delle persone in difficoltà».

Ed anche un' altra difficoltà si profila all'orizzonte. «L' Asl ci ha chiesto di liberare gli spazi della sede. Per questa ragione abbiamo chiesto aiuto all'amministrazione comunale. E' vero, come detto, che la nostra situazione economica sta migliorando, ma non siamo in condizione di poterci permettere un affitto mensile». (m.t.)

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