Il Tirreno

Montecatini

Disertato il bar dell’uomo colpito da meningite

di Maria Salerno

Scatta la solidarietà nei confronti del sessantaduenne e dei familiari Due iniziative su Facebook e un invito rivolto a tutti a consumare nel locale

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PESCIA. «Di solito bisogna fare a gomitate» per prendere un caffè in quel bar di Pescia. Lo sanno bene gli abituali avventori, soprattutto medici e infermieri. Invece, ieri mattina, il locale appariva poco più che deserto. «Ho voluto pensare più all'imbarazzo di molti a trovarsi di fronte ai figli del gestore senza sapere cosa dire, al di là delle frasi di circostanza, piuttosto che ad un istinto primordiale dettato da ignoranza tribale - ha scritto sul suo profilo Facebook Giuseppe Fiore, medico diabetologo del Cosma e Damiano - io in quel bar continuo ad andarci ed i figli del gestore li guardo dritto negli occhi». Il 62enne titolare dell'attività commerciale, infatti, da alcuni giorni è ricoverato in terapia intensiva all'ospedale Santo Stefano di Prato dopo che gli è stata diagnosticata l'infezione da meningococco C.

La paura da contagio rischia, adesso, di trasformarsi in una psicosi collettiva al punto da mettere in difficoltà l'attività di una famiglia già provata dalla malattia del capofamiglia. Ma nelle ultime ore sono state tante le attestazioni di solidarietà ai figli dell’uomo, a partire dall'iniziativa “una foto e un caffè al bar” lanciata da alcuni utenti di Facebook che animano il gruppo “Ospedale Ss. Cosma e Damiano: difendiamolo”. Uno degli amministratori, Nicola Cecchi, riprendendo le sollecitazioni che gli arrivavano da più parti, ha invitato tutti a recarsi al bar per prendere un caffè e scattare una foto a testimonianza del gesto. Con lo stesso spirito nasce l'iniziativa “un caffè senza paura”, promossa dai compaesani dell’uomo, vale a dire i cittadini di Chiesina Uzzanese.

«L'ignoranza e la paura delle persone rischia di mettere in pericolo l'attività commerciale che questo signore gestiva, il bar - è l'appello che lanciano sui social network -. Vorremmo che da una disgrazia non ne nascesse un'altra. Per questo invitiamo tutti i cittadini di #ChiesinaUzzanese a recarsi a Pescia oggi per prendere un caffè e fare colazione. Dimostriamo la nostra vicinanza a questa famiglia così come in passato è già stato fatto con altre famiglie. Il nostro paese si regge sulla nostra comunità, la cosa più preziosa che abbiamo. Vi aspettiamo domani dalle 8 alle 10».

Che intorno al rischio meningite si sia creata una vera e propria psicosi di massa lo dimostra anche il fatto che domenica scorsa, le file per i vaccini siano iniziate già alle 6.30 del mattino e chi non è riuscito a vaccinarsi ha protestato in preda al panico.

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