Il Tirreno

Montecatini

Restaurate 641 opere e adesso è la volta dell’Accademia

David Meccoli
Restaurate 641 opere e adesso è la volta dell’Accademia

Montecatini: la Fondazione Credito Valdinievole annuncia di voler aprire al pubblico la Scalabrino entro la fine del 2017

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MONTECATINI. Le 641 opere restaurate dalla Fondazione Credito Valdinievole esposte in un’Accademia d’arte Scalabrino completamente ristrutturata (con interventi da 1,5 milioni di euro) e aperta al pubblico nel 2017.

È questo l’obiettivo che si è posto la “banchina” con un’ampia operazione culturale che, iniziata nel 2011 con l’acquisizione del patrimonio artistico dell’Accademia, taglia ora un importante traguardo in vista della completa fruizione da parte del pubblico. La presentazione del progetto si è tenuta venerdì 26 febbraio alla presenza di Paola Polidori Chini e Anna Porcinai.

«Abbiamo acquisito le donazioni dell’Accademia – ha detto il presidente del Credito Valdinievole Alessandro Belloni – per rendere pubblico questo valore inestimabile, anche attraverso uno sforzo economico importante». Le opere, comprese 89 sculture, sono state inserite in un catalogo. Vi si trovano anche la “Primavera” di Chini e “Vita” di Annigoni, oltre a quadri di Guttuso e Viani.

«Un patrimonio artistico dimenticato per anni – dice Valentino Pieri, presidente della Fondazione – che è stato messo anche in un sito internet aperto a tutte le banche di credito cooperativo».

Un patrimonio, come sottolineato da Valerio Tesi e Maria Cristina Masdea della Soprintendenza belle arti e paesaggio, che è stato vincolato in blocco, senza eccezioni, in quanto «strettamente legato alla storia di Montecatini».

Le opere restaurate attendono ora di essere esposte in un degno contesto. Ed è qui che entra in scena l’altra donazione fatta dall’Accademia alla Fondazione, la palazzina di viale Diaz. Con questa, come dice Pieri, «la banca torna dal Sottoverga, dove ha la sede, nella parte nobile della città». I lavori di completa ristrutturazione partiranno a primavera, con l’auspicio, come ha detto l’assessore al turismo Alessandra De Paola, di poter avere la struttura pronta per il 2017, «in modo da poterla inserire nei percorsi di Pistoia capitale della cultura».

Progetti museale e architettonico sono stati spiegati da Paolo Belloni e Raffaele Calistri. L’edificio, il cui primo corpo di fabbrica era presente già nel 1832, venne adattato ad albergo (Villa delle ortensie) negli anni ’30 del secolo scorso. Fu poi acquistato nel 1963 dall’Accademia d’arte, che prese il nome di Dino Scalabrino nel 1974, anno della sua scomparsa. Il piano interrato sarà interamente destinato a deposito delle opere, laboratorio per la manutenzione e magazzini.

Al piano terra gli spazi espositivi saranno destinati alle opere più significative della collezione, che si avvicenderanno per gruppi con una cadenza annuale. Il giardino sarà ricostruito come pensato da Pietro Porcinai, e sarà a tutti gli effetti uno spazio integrato con le sale. Al primo piano lo spazio espositivo sarà destinato a mostre temporanee e per l’attività didattica saranno presenti una sala per proiezioni, una biblioteca e postazioni Internet. Lo spazio soppalco sarà destinato ad attività didattica.

Ma per Valerio Tesi (Soprintendenza) «la struttura potrebbe anche diventare un centro di studi, conservazione e sviluppo del patrimonio liberty»”.

 

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