Sicurezza
Traffico di carburanti dalla Slovenia: quattro arresti
Operazione della Guardia di finanza di Montecatini che ha sgominato un'associazione a delinquere specializzata nell'evasione delle accise. 22 persone coinvolte, sequestrati un deposito commerciale pistoiese, 10 cisterne e 6 motrici
MONTECATINI. Quattro arresti, 22 persone indagate, 10 autocisterne e 6 motrici sequestrate, così come i sigilli, finalizzati alla confisca, sono scattati per un deposito commerciale di carburanti e oli lubrificanti per il valore di 802.000 euro. Si è chiusa con questi provvenimenti un'articolata indagine della Guardia di finanza della Compagnia di Montecatini che ha portato alla luce un'associazione a delinquere specializzata nell'evasione delle accise su carburanti e olii lubrificanti. L'operazione "Macchia d'olio", diretta dalla procura di Pistoia, era iniziata nel 2014, dopo il sequestro da parte delle Fiamme gialle di un'autocisterna con 30.000 litri di carburante proveniente dalla Slovenia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:montecatini:cronaca:1.13025729:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/cronaca/pistoia-contrabbando-di-carburanti-4-arresti-e-22-indagati/57821/59052]]
Al termine delle indagini svolte dalla Guardia di finanza di Pistoia e coordinate dal pm Claudio Curreli, il giudice delle indagini preliminari Roberto Tredici, ha emesso un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione all’accertamento ed al pagamento dell’accisa su prodotti energetici ed alla violazione alla normativa in materia di prodotti soggetti ad accisa.
In particolare, venerdì 26 febbraio sono state eseguite un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e tre arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Contemporaneamente le Fiamme gialle hanno sequestrato un deposito commerciale pistoiese riconducibile ad uno degli arrestati, 10 cisterne e 6 motrici, per un valore complessivo di 802.800 euro. La persona in carcere è residente a Buggiano e si trova detenuta nel carcere di Pistoia; agli arresti domiciliari ci sono invece due persone residenti una a Lucca e una a Montecarlo (Lucca) e un terzo esponente dell'organizzazione, residente a Napoli.
Complessivamente sono 22 gli indagati ritenuti, a vario titolo, appartenenti all’organizzazione a delinquere.
Le indagini, denominate operazione “Macchia d’olio” sull’esteso traffico illecito di carburante proveniente dalla Slovenia erano state avviate nel 2014 dai finanzieri della Compagnia di Montecatini, che avevano sorpreso alcuni individui mentre travasavano illegalmente oltre 30.000 litri di olio lubrificante da un’autocisterna slovena all’interno di un’azienda di trasporti di Ponte Buggianese.
[[atex:gelocal:il-tirreno:montecatini:cronaca:1.13025380:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13025380:1652187030/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Grazie alle intercettazioni telefoniche, ambientali e agli accertamenti bancari, la Finanza ritiene di aver individuato un’organizzazione a delinquere che operava tra la Toscana e la Campania con lo scopo di far giungere in Italia ingenti quantitativi di prodotto petrolifero in contrabbando destinato “sulla carta” ad aziende comunitarie ma, in realtà, immessi in consumo sul territorio nazionale a prezzi concorrenziali.
Al centro del meccanismo illecito, secondo le Fiamme gialle, c'era una società di intermediazione in provincia di Pisa destinata a gestire illecitamente gli approvvigionamenti di olio minerale tra una raffineria slovena e gli acquirenti italiani, prevalentemente depositi commerciali, distributori stradali e ditte di trasporto.Nella provincia di Pistoia si trova invece un deposito commerciale di carburante a cui arrivava il combustibile sloveno attraverso l’intermediazione della società pisana.
La frode - secondo la ricostruzione degli investigatori - si completava con l’intervento di un deposito fiscale di Massa Carrara dedito a ricevere i carichi di idrocarburi dalla Slovenia in sospensione di accisa, “trasformarli sulla carta” in prodotto che aveva assolto la tassazione sulle accise per destinarli ad operatori commerciali italiani (ivi compreso il deposito commerciale in provincia di Pistoia) a un prezzo di acquisto inferiore rispetto a quello normalmente praticato sul mercato.
Parte del prodotto di contrabbando era destinato alla Campania dove erano “attive” una serie di società fittizie incaricate di “giustificare” la legittima provenienza del carburante attraverso un giro di fatture per operazioni inesistenti. Poco prima di concludere le investigazione, i finanzieri di Montecatini hanno sequestrato ulteriori 52.000 litri di benzina provenienti dalla Slovenia a bordo di due camion, che stavano per essere commercializzati “a nero” dall’organizzazione.
Viste la rilevanza e le dimensioni della frode, che ha consentito all’organizzazione criminale di introdurre illegalmente in Italia circa un milione e trecentomila litri di carburante, fondamentale per le indagini è stato il supporto del Comando generale della Guardia di finanza per le indagini sul versante transnazionale, il coordinamento con altri reparti del Corpo impegnati in investigazioni similari e con gli uffici doganali e, in fase di esecuzione dei provvedimenti della magistratura, della collaborazione dei Comandi provinciali di Milano, Lucca, Pisa, Roma, Napoli, Avellino, Reggio Emilia e Massa Carrara.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
