Proteste
Scoppia la “guerra dei ragionieri”
Cartelle pazze, sulla mancata firma botta e risposta fra Peria e Rossi
PESCIA. Botta e risposta serrato quello tra l'amministrazione e l’ex ragioniere capo del Comune Fabio Rossi, che nei giorni scorsi, tramite un intervento sulla, aveva definito "non corretta" la procedura con la quale l'ufficio tributi aveva compilato gli avvisi di accertamento Ici e Tarsu notificati ai contribuenti. A rendere gli avvisi "illegittimi" e quindi passibili di annullamento secondo Rossi sarebbe la mancanza, sugli atti, della firma del dirigente responsabile. Per il Comune il problema sollevato semplicemente "non sussiste". «La legge 549/95 prevede che la firma autografa può essere sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile - si legge in una nota ufficiale - nel caso che gli atti medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzati. La legittimazione ad adottare la sottoscrizione a stampa in luogo della firma autografa non presuppone a monte l’adozione di uno specifico provvedimento dirigenziale, là dove l’indicazione a stampa del nominativo del responsabile coincida con il dirigente che dispone delle funzioni di accertamento e di emanazione degli atti impositivi. Il provvedimento dirigenziale si rende, invece, sempre necessario allorquando il dirigente conferisca ad altri i poteri di accertamento e riscossione dei tributi comunali. In sostanza, la tutela rappresentata dall’atto dirigenziale in questione consiste nel garantire, in una situazione in cui non è il Comune direttamente ad emettere atti di accertamento, che il Comune abbia comunque effettuato un controllo sul soggetto terzo concessionario e abbia individuato i responsabili di tale attività. E quindi lo scopo è quello di garantire l’attribuibilità dell’atto firmato a stampa al concessionario comunale che non lo sottoscrive a penna». Per Rossi l'amministrazione vuole rappresentare i fatti in maniera "ingannevole" e "negando l'evidenza". L'ex ragioniere sottolinea come «il contenuto della risposta sia unicamente frutto di opinioni personali dell'autore, non trovando riscontro alcuno nella norma citata e neppure nelle procedure di riferimento». (m.s.)
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