La manifestazione
Rappresentante reagisce e fa scappare i rapinatori
Colpito alla testa con una pistola da una finta guardia giurata che gli ruba la valigetta coi gioielli, Luca Lari ha reagito, costringendo alla fuga i banditi
BORGO A BUGGIANO. «Lascia le borse». Una finta divisa da guardia giurata, altezza media, sui 50-55 anni di età e spiccato accento meridionale. Il rapinatore ha puntato una pistola contro Luca Lari, 58 anni, rappresentante di gioielli, all’uscita dal suo ufficio di via Mazzini, nel centro di Borgo a Buggiano.
Erano all’incirca le nove, e a Borgo ieri mattina c’era il mercato. Ma i banditi (tre, il finto vigilante e due complici) conoscevano orari e spostamenti di Lari. Sapevano che a quell’ora usciva dal suo ufficio con il campionario di gioielli. Hanno tentato un’azione rapida, ma il rappresentante ha reagito. Nonostante fosse ferito, si è gettato nell’abitacolo della Fiat Punto su cui stavano fuggendo e ha ripreso la valigetta. Le grida, la concitazione della rapina, hanno richiamato l’attenzione di alcuni residenti, che si sono affacciati alle finestre, e dei passanti.
È stato lo stesso Luca Lari, dopo le cure ricevute al Pronto soccorso a raccontare l’accaduto alle forze dell’ordine.
Lari di professione fa il rappresentante di gioielli, vive con la famiglia a Pescia ma ha un ufficio in via Mazzini, a Borgo a Buggiano, vicino alla merceria Vania. Aveva appena richiuso il cancello dietro di sè quando si è avvicinato un uomo sui 50 anni, vestito da guardia giurata. Questione di attimi, e Lari si è visto puntare contro una pistola (non si sa se scarica o se fosse un’arma giocattolo, non sono stati esplosi colpi): «Lascia le borse», ha detto il rapinatore con un marcato accento del sud. Luca Lari aveva appena riposto una delle due valigette con i preziosi dentro la sua auto, una Renault Capture parcheggiata a lato della strada. Il rapinatore l’ha afferrata e il rappresentante ha cercato di strappargliela. Ne è nata una colluttazione, con il bandito che ha usato la pistola per sferrare con il calcio dell’arma dei violenti colpi alla testa dell’uomo. Il rappresentante ha lasciato la presa. Nel frattempo uno dei due complici - quello più giovane, dal racconto di Lari - è sceso da un’auto in sosta poco distante, per dare man forte al complice. Presa la valigetta i due sono saliti a bordo della macchina, una Fiat Punto, su cui li aspettava un terzo complice. Lari non ha desistito. Pur ferito, è corso verso l’abitacolo ancora aperto, per riprendere la valigia con i gioielli. È rimasto così, col busto all’interno dell’auto e le gambe fuori. La Fiat ha percorso qualche metro e si è fermata, con i rapinatori che hanno preferito rinunciare ai gioielli e avrebbero mandato a quel paese, imprecando, il pervicace rappresentante.
La Fiat Punto è stata ritrovata poco dopo dalla polizia vicino alla chiesa di Santa Maria in Selva, a circa 400 metri di distanza. È risultata rubata a Montecatini la scorsa settimana.
Lari è stato avvicinato da alcuni passanti, che hanno allertato le forze dell’ordine e chiamato il 118. Il cinquantottenne ha ricevuto le prime cure dai volontari della Misericordia di Uzzano, che hanno tamponato le ferite alla testa e, una volta rilevati i parametri vitali, lo hanno trasportato al Pronto soccorso del Cosma e Damiano di Pescia. La prognosi è di dieci giorni, per un trauma cranico non commotivo.
In via Mazzini sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione e i poliziotti. Sia quelli del commissariato di Pescia (diretto dal vicequestore aggiunto Raffaella Papaccioli e competente per territorio), che quelli del commissariato di Montecatini, insieme ai colleghi della Squadra mobile e della Scientifica, per i rilievi del caso. Sono in corso le ricerche dei tre banditi.
Tiziana Gori
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