Attenzione
Rifiuti, un piano salva-Cosea
Con l’arrivo del gestore unico l’attuale società non sparirà, ma si occuperà di energie rinnovabili
PESCIA. Che fine farà il Cosea con l’arrivo del gestore unico? Quali sono le prospettive della società che oggi si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nella città di Pescia e di cui lo stesso Comune ha una partecipazione maggioritaria? Ha cercato di dare una risposta anche a queste importanti domande il seminario istituzionale sui Rifiuti solidi urbani che si è svolto venerdì pomeriggio nel palazzo del Palagio di Pescia. «Abbiamo voluto organizzare questo incontro - commenta l’assessore all’ambiente, Marco Della Felice - e rivolgerlo soprattutto agli amministratori, perché riteniamo fondamentale che tutti siano pienamente consapevoli e informati della rivoluzione che porterà con sé l’attivazione del piano d’ambito». L’Ato Toscana Centro, ente che rappresenta tutti i Comuni dell’area vasta di Firenze-Prato e Pistoia e che si occupa della programmazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani nelle aree di riferimento, ha previsto l’affidamento del servizio ad un unico soggetto gestore. Questo significa che a Pescia dal prossimo anno non sarà più il Cosea ad espletare questo servizio, ma il gestore unico a cui l’Ato sta per affidare il servizio. La società però continuerà ad esistere e ad espletare dei servizi sul territorio, subendo ovviamente una trasformazione ed un’evoluzione spingendosi sempre di più verso il settore delle energie rinnovabili. «Cosea sta lavorando - continua Della Felice - per l’implementazione di una gamma di servizi alternativi e/o aggiuntivi a quelli della gestione dei rifiuti, a partire ovviamente dalla gestione e utilizzo della filiera del legno discendente dal nostro progetto bosco che, se ben operata, porterà sviluppo e riqualificazione economica, non solo a Pescia bensì su tutta la montagna tosco-emiliana». Durante l’incontro di ieri è stato anche descritto nel dettaglio il piano d’ambito e quali sono gli obiettivi che con il piano si cercherà di raggiungere, fra cui la quota del 70% della raccolta differenziata. «Il cambiamento nella forma e nella modalità di erogazione del servizio - dice ancora l’assessore - porterà certamente miglioramenti ulteriori dal punto di vista dei benefici ambientali ma, se oggi abbiamo potuto constatare leggeri scostamenti tra i costi attuali e quelli previsti dal piano d’ambito, dobbiamo responsabilmente prendere atto che il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata imposti dalla legge, che comporteranno l’attivazione ad esempio della raccolta porta a porta e di una modalità di smaltimento del rifiuto residuo attraverso il riuso di quanto utilizzabile, prevedibilmente comporterà costi aggiuntivi». Fra i presenti l ’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, il direttore dell’autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (Ato Toscana Centro), Sauro Mannucci, e il presidente del Cosea, Cesare Calisti.
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