Il Tirreno

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Rifiuti, un piano salva-Cosea

di Francesca Maltagliati
Rifiuti, un piano salva-Cosea

Con l’arrivo del gestore unico l’attuale società non sparirà, ma si occuperà di energie rinnovabili

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PESCIA. Che fine farà il Cosea con l’arrivo del gestore unico? Quali sono le prospettive della società che oggi si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nella città di Pescia e di cui lo stesso Comune ha una partecipazione maggioritaria? Ha cercato di dare una risposta anche a queste importanti domande il seminario istituzionale sui Rifiuti solidi urbani che si è svolto venerdì pomeriggio nel palazzo del Palagio di Pescia. «Abbiamo voluto organizzare questo incontro - commenta l’assessore all’ambiente, Marco Della Felice - e rivolgerlo soprattutto agli amministratori, perché riteniamo fondamentale che tutti siano pienamente consapevoli e informati della rivoluzione che porterà con sé l’attivazione del piano d’ambito». L’Ato Toscana Centro, ente che rappresenta tutti i Comuni dell’area vasta di Firenze-Prato e Pistoia e che si occupa della programmazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani nelle aree di riferimento, ha previsto l’affidamento del servizio ad un unico soggetto gestore. Questo significa che a Pescia dal prossimo anno non sarà più il Cosea ad espletare questo servizio, ma il gestore unico a cui l’Ato sta per affidare il servizio. La società però continuerà ad esistere e ad espletare dei servizi sul territorio, subendo ovviamente una trasformazione ed un’evoluzione spingendosi sempre di più verso il settore delle energie rinnovabili. «Cosea sta lavorando - continua Della Felice - per l’implementazione di una gamma di servizi alternativi e/o aggiuntivi a quelli della gestione dei rifiuti, a partire ovviamente dalla gestione e utilizzo della filiera del legno discendente dal nostro progetto bosco che, se ben operata, porterà sviluppo e riqualificazione economica, non solo a Pescia bensì su tutta la montagna tosco-emiliana». Durante l’incontro di ieri è stato anche descritto nel dettaglio il piano d’ambito e quali sono gli obiettivi che con il piano si cercherà di raggiungere, fra cui la quota del 70% della raccolta differenziata. «Il cambiamento nella forma e nella modalità di erogazione del servizio - dice ancora l’assessore - porterà certamente miglioramenti ulteriori dal punto di vista dei benefici ambientali ma, se oggi abbiamo potuto constatare leggeri scostamenti tra i costi attuali e quelli previsti dal piano d’ambito, dobbiamo responsabilmente prendere atto che il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata imposti dalla legge, che comporteranno l’attivazione ad esempio della raccolta porta a porta e di una modalità di smaltimento del rifiuto residuo attraverso il riuso di quanto utilizzabile, prevedibilmente comporterà costi aggiuntivi». Fra i presenti l ’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, il direttore dell’autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (Ato Toscana Centro), Sauro Mannucci, e il presidente del Cosea, Cesare Calisti.

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