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Nuovo appello di Mefit e Comune «La Regione sblocchi i 3 milioni»

di Francesca Maltagliati
Nuovo appello di Mefit e Comune «La Regione sblocchi i 3 milioni»

L’amministratore unico Antonio Grassotti si presenta confermando le richieste sul mercato dei fiori Giurlani: «Centinaia di aziende a rischio, il comparto deve essere trattato come l’acciaio di Piombino»

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PESCIA. Appello alla Regione: servono i tre milioni di euro per la messa in sicurezza del Mercato dei fiori (Comicent). Non è più possibile rimandare e attendere. Per costruire un piano industriale adeguato questo è il nodo centrale da sciogliere. La conferenza stampa per la presentazione ufficiale del nuovo amministratore unico del Mefit, Antonio Grassotti, svoltasi ieri in Comune a Pescia, è stata più che altro l’occasione per rivolgere un appello alla Regione Toscana. Quest’ultima è infatti la proprietaria dell’immensa struttura in cui si svolge il servizio pubblico di mercato all’ingrosso di piante e fiori, gestito invece dal Comune attraverso l’azienda speciale Mefit. «L’amministrazione - dice infatti il sindaco Oreste Giurlani - si è data tempo fino a maggio per capire quello che sarà il futuro del Mefit e per costruire un piano di sviluppo adeguato. La volontà del Comune è certamente quella di continuar a far esistere l’azienda speciale che rappresenta uno strumento importante non solo per il servizio di commercializzazione, ma anche per la promozione della floricoltura. Quello che è certo è che il servizio verrà mantenuto in essere».

Come e dove dipenderà dalla Regione. Se arriveranno i 3 milioni richiesti la struttura potrà esser messa in sicurezza e compito del nuovo amministratore, a cui il sindaco concede “piena fiducia” sarà quello di costruire un piano di sviluppo di un certo tipo. Se i soldi non ci saranno allora dovrà scattare il piano b: una tensostruttura per la quale il Comune dovrà sborsare 500mila euro e di conseguenza un piano di sviluppo molto ridimensionato. «Il comparto floricolo - aggiunge Giurlani - è importante quanto quello dell’acciaio di Piombino o come altri comparti per i quali la Regione ha sborsato diversi soldi. Soltanto a Pescia parliamo di centinaia di aziende e di operatori».

Ma i problemi non riguardano solo la struttura e la sua messa in sicurezza. «La situazione attuale - dice Grassotti - e il poco tempo che intercorre da ora a maggio non mi permettono di fare affermazioni forti e definitive. Certamente ci sono tanti problemi da risolvere. Al nodo centrale della Regione, se ne aggiungono altri che pesano. L’azienda ha chiuso gli ultimi due bilanci in perdita e ci aspettiamo che anche il 2015 chiuda con un leggero segno meno. C’è poi la questione degli ex dipendenti per i quali è possibile che sia necessario prevedere uno esborso di denaro. Altro problema riguarda i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che pesano sui bilanci per circa 200.000 euro. Queste saranno le questioni centrali con le quali mi confronterò, ma prima è necessario che arrivino le risposte della Regione».

Come primo atto il nuovo amministratore ha poi confermato l’incarico di direttore del Mefit a Fabrizio Salvadorini, spazzando via le critiche rivolte all’operato di quest’ultimo da alcuni membri delle opposizioni, critiche che, secondo il sindaco, «non fanno bene a nessuno, né a coloro che lavorano nel comparto, né alla città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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