Sicurezza
Macolive, rischia la mobilità oltre la metà dei dipendenti
MASSA COZZILE. Non accenna purtroppo a migliorare il futuro dei dipendenti della Macolive dopo i tre incontri andati in scena tra i vertici societari e le organizzazioni sindacali. Dal 14 gennaio è...
MASSA COZZILE. Non accenna purtroppo a migliorare il futuro dei dipendenti della Macolive dopo i tre incontri andati in scena tra i vertici societari e le organizzazioni sindacali. Dal 14 gennaio è stata infatti aperta una procedura di mobilità per quattordici dipendenti (su un totale di 25). L’azienda di Traversagna (che produce semilavorati alimentari da rivendere poi alle industrie conserviere) ha disegnato un quadro a tinte fosche ai rappresentanti dei lavoratori, lasciando poco spazio all’ottimismo. Nel primo incontro la Filcams Cgil aveva chiesto una serie di informazioni, a cominciare dai dati previsionali, per verificare su quali basi si era deciso di licenziare proprio 14 dipendenti. Ma l’obiettivo dell’azienda è quello di abbattere drasticamente i costi. E anche gli ammortizzatori sociali sono difficilmente applicabili: i contratti di solidarietà potrebbero non essere concessi, data la situazione generale e la cassa in deroga potrebbe durare solo per un massimo di 3 mesi. Resta la possibilità di diminuire almeno il numero dei destinatari delle lettere di licenziamento. (d.m.)
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