Attenzione
Ingoia la droga, incastrato dalla purga
Pescia, rifugiato nigeriano cerca di scampare all’arresto della polizia: all’ospedale scoprono che aveva in pancia 10 ovuli pieni di eroina
PESCIA. Quando ha visto i poliziotti correre verso di lui lungo l’argine, non ci ha pensato due volte: si è infilato gli ovuli pieni di droga in bocca e li ha ingoiati. Un gesto disperato che però non è riuscito ad evitargli l’arresto una volta portato all’ospedale e costretto a bere una bella dose di purga.
A finire in manette è stato un ventinovenne rifugiato politico di origini nigeriane, arrivato come profugo in Italia nel 2014 e da tempo ospite in una struttura di accoglienza a Marliana. Nei 10 ovuli recuperati dai medici del Cosma e Damiano, circa 13 grammi e mezzo di eroina, che nei prossimi giorni saranno analizzati nei laboratori dell’Agenzia delle dogane di Livorno per accertare la percentuale di principio attivo. Nel frattempo, O.A. attenderà dietro le sbarre il processo per direttissima, rinviato oggi 12 febbraio, per la concessione dei termini a difesa, al prossimo 10 marzo, dopo che il giudice ha accolto la richiesta del pm di custodia cautelare in carcere.
Nel pomeriggio di mercoledì 10 è stato un equipaggio della Squadra Volanti del commissariato di Pescia, in servizio anti-spaccio nella zona tra Pescia e Uzzano, a scorgere il giovane nigeriano sull’argne del fiume, lungo via di Campo Lasso. I poliziotti, insospettiti, hanno deciso di seguirlo a distanza e, dopo circa un chilometro, nei pressi del Ponte dei Marchi, di intervenire per sottoporlo a un controllo. Rapidamente gli si sono avvicinati, intimandogli di fermarsi e di consegnare i documenti, ma il giovane, in tutta risposta, ha cercato di darsi alla fuga. Inutilmente. Gli uomini della Volante lo hanno bloccato, senza però riuscire ad impedire che ingoiasse “qualcosa” che nel frattempo era riuscito ad infilarsi in bocca.
Alla luce del comportamento sospetto e del sacchetto di cellophane vuoto che aveva in tasca, il giovane è stato portato in commissariato e identificato attraverso il permesso di soggiorno rilasciatogli in qualità di richiedente asilo politico.
Quindi, nutrendo il fondato sospetto che il giovane avesse ingoiato delle sostanze stupefacenti in ovuli, anche per evidenti ragioni di tutela della sua incolumità (in caso di rottura degli ovuli, la morte per overdose sarebbe stata certa), su disposizione del pm di turno in procura è stato affidato alle cure dei sanitari dell’ospedale di Pescia che, attraverso un’ecografia, riscontravano la presenza nel suo intestino di 10 ovuli.
Nei confronti del giovane, il questore ha avviato il procedimento per il foglio di via dai comuni della Valdinievole, mentre il prefetto ha disposto in tempo reale la revoca delle misure di accoglienza. Infine, scatterà la segnalazione alla competente commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato.
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