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Niente risarcimento all’ex autista

Dopo l’ingiusto licenziamento chiese 500mila euro di danni

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PONTE BUGGIANESE. Nessun risarcimento danni. Il Tar della Toscana ha dichiarato inammissibile la richiesta di mezzo milione di euro che l’ex dipendente comunale Stefano Lenzi ha chiesto al Comune di Ponte Buggianese come risarcimento per l’ingiusto licenziamento subito. La vicenda risale a diversi anni fa. Lenzi era stato per lungo tempo dipendente del Comunerivestendo la mansione di autista di scuolabus. Nel giugno 1996 Lenzi, per poter assistere il padre, chiese l'applicazione dei benefici previsti dalla legge 104 del 1992: due ore giornaliere di permesso retribuite. Il Comune, invece, gli riconosceva soltanto il beneficio di tre giorni di permesso mensili, fruibili anche a ore, nel limite delle 18 ore complessive al mese (come previsto dal contratto nazionale del pubblico impiego).

L’autista però, spinto dalla necessità di assistere il padre e dalla convinzione di avere diritto alle ore di permesso richieste, cominciò, dopo averlo comunicato all’ente, a lavorare con orario ridotto (8,30 - 12,30). La decisione del dipendente portò il Comune a emettere una serie di provvedimenti disciplinari che culminarono con il licenziamento, avvenuto nel 1997. Di qui la battaglia legale, protrattasi per ben 15, che alla fine ha dato regione a Lenzi poiché Tar e Consiglio di Stato si sono espressi riconoscendo l'illegittimità del provvedimento firmato dall’amministrazione il 30 novembre 1996. Forte delle due sentenze Lenzi decise quindi di chiedere anche il risarcimento per danni morali, biologici e patrimoniali. A distanza di 4 anni è arrivata la sentenza del Tar che però stavolta non ha dato ragione a Lenzi. (f.m.)

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