Sicurezza
Dopo quasi due anni tolti i sigilli al Posta Club
Con la sentenza del Tar l’immobile torna nelle mani del comune di Monsummano e il sindaco Vanni annuncia che servirà ancora un anno, poi riaprirà come locale pubblico
MONSUMMANO. Inizia a districarsi la matassa. L'ex Posta Club di piazza Quattro Novembre torna nelle mani del proprietario, cioè il Comune.
Il Tar della Toscana, con una sentenza della scorsa settimana, ha disposto il dissequestro dell'immobile, chiuso dall'aprile 2014 dopo un blitz (avvenuto nel mese di febbraio) delle forze dell'ordine, di vigili del fuoco e Asl, che aveva portato alla luce circa 400 metri quadrati di superficie giudicati abusivi dalle autorità e che gli allora gestori (la società L'Oasi della famiglia Pacini) utilizzavano normalmente come pista da ballo (secondo l'ordinanza di sequestro preventivo “il numero massimo di avventori era 100, mentre all'atto del controllo si trovavano più di mille persone concentrate al piano terra”).
L'amministrazione, così, al secondo tentativo (la prima istanza per richiedere il dissequestro, presentata a metà 2015, era stata respinta) si riprende lo storico Chalet, che comunque nei mesi scorsi è stato svuotato di arredi e attrezzature di proprietà degli ex affittuari (che a questo punto sembrano aver ammorbidito la loro posizione dopo un'iniziale forte resistenza). «Inoltre è stato anche riconosciuto decaduto l'atto di locazione che era in vigore -spiega il sindaco, Rinaldo Vanni- ora dobbiamo mettere a posto tutti gli aspetti giuridici e amministrativi. Ci vorrà probabilmente almeno un anno, ma un primo passo lo abbiamo compiuto dopo le varie vicissitudini portate dal precedente gestore. Noi teniamo particolarmente alla riattivazione del locale di pubblico spettacolo, anche come elemento di traino delle altre attività commerciali del centro storico». Resta però il problema di come sanare quell'abuso edilizio causa di tutti i mali: visto che il condono non è ammesso (sullo spazio insiste anche un vincolo paesaggistico), qualcuno (il Comune o la società L'Oasi) dovrà accollarsi l'onere (cioè la spesa) di abbatterlo. Ad oggi non si conosce ancora chi sarà il soggetto che si occuperà della demolizione (è in corso un procedimento penale). Comunque, con la sicurezza che verranno rimossi i sigilli ai cancelli d'entrata, l'amministrazione guarda già al futuro dell'ex Posta: «Sicuramente il bene in questione tornerà sul mercato, il municipio non può permettersi di gestirlo direttamente -aggiunge Vanni- l'obiettivo ora è depurarlo dall'abuso e riaprirlo, sempre con destinazione a locale notturno per pubblico spettacolo. Le strade da seguire sono due: darlo nuovamente in affitto a qualche imprenditore del settore, oppure venderlo e fare cassa». La storia, che all'inizio pareva avere tempi biblici, ha già scritto un capitolo in cui si intravede il finale. Che, almeno per il Comune, non sembra tragico.
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