Attenzione
Addio al pilastro della famiglia
Folla nella chiesa delle Case ai funerali della donna uccisa dalla meningite. Commosso saluto della figlia
MONSUMMANO. Una folla composta e silenziosa, come era in vita Ida Maccioni, ha salutato per l'ultima volta la 65enne scomparsa nelle prime ore di domenica per un'infezione fulminante di meningite di tipo C. La chiesa del Cristo Redentore, nella frazione delle Case, era colma di amici e conoscenti della donna, che frequentava la parrocchia e le attività del quartiere.
A piangerla il marito Giordano Cecchi, calzaturiero in pensione e vicepresidente della Polisportiva Monsummanese di ciclismo giovanile, le figlie Barbara e Federica, i generi Massimiliano e Alessio, quest'ultimo direttore sportivo della società ciclistica e titolare dell'azienda chimica Icad. Poi la sorella Rosalba e il fratello Vincenzo. A officiare la funzione anche il nipote Pierluigi, da poco uscito dal seminario sacerdotale. «Per noi Ida era la zia, per voi la moglie, la mamma, la nonna, la sorella, l'amica - ha detto nell'omelia il parroco, Don Honoré - lei ci sosteneva con un sorriso, aveva messo la sua vita a disposizione della famiglia e delle persone che incontrava. Ha lavorato per la sua casa e per le sue figlie. Ida ci ha lasciato qualcosa di bello, Ida ci mancherà».
Con la voce rotta dalla commozione la figlia Barbara e la sorella Rosalba leggono dal pulpito dei messaggi, e sono i momenti più toccanti. «Cara mamma te ne sei andata all’improvviso, in un battito di ciglia se n'è andato il pilastro della nostra famiglia. Andare avanti senza di te ci sembra oggi impossibile, cercheremo di far tesoro dei tuoi consigli e delle tue raccomandazioni. Noi ti sentiamo ancora vicina, e da lassù ci indicherai il percorso da seguire».
«Perdonami se come sorella forse in alcuni momenti non ti sono stata vicina quanto avresti voluto. Io devo chiederti un briciolo della tua forza nell'affrontare la vita. Aiutami a lasciarmi andare a un po' di serenità». Gli applausi sono brevi ma intensi, come per non fare troppo rumore. Anche quando il feretro esce dalla chiesa regna il silenzio, le persone piangono e si abbracciano. Poi Ida Maccioni parte per il suo ultimo viaggio verso il cimitero di via del Riposo.
La sua è stata una morte improvvisa, arrivata nel giro di qualche ora dal ricovero all'ospedale di Pescia, avvenuto poco dopo le 19 di sabato. E proprio su come è stato seguito il caso clinico della pensionata, arriva la ricostruzione della Asl. «Fin dall’arrivo in pronto soccorso – è scritto in un comunicato – la donna è stata continuamente assistita da un medico e da due rianimatori . Le condizioni della paziente sono apparse subito gravi, ma non c’erano segni e sintomi che potessero far supporre che si trattasse di meningite, e comunque tra i diversi trattamenti terapeutici era stato subito intrapreso anche quello antibiotico. Una volta trasferita nel reparto di rianimazione la donna è stata assistita da due rianimatori, un cardiologo e due infermieri, e sottoposta a ulteriori accertamenti diagnostici, compresa la diagnosi da infezione meningococcica che necessita di tempi tecnici di elaborazione maggiori rispetto a un semplice esame».
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