Sicurezza
Fissati i funerali della donna morta per la meningite
Le esequie di Ida Maccioni si terranno nella chiesa della frazione monsummanese di Le Case. L'Asl: "Non siamo di fronte a un'epidemia". Già eseguite più di 16.000 vaccinazioni
MONSUMMANO. Si terranno martedì 2 febbraio, alle 15, nella chiesa del Cristo Redentore della frazione delle Case, i funerali di Ida Maccioni, la pensionata 65enne morta nelle prime ore di domenica 31 gennaio per un'infezione fulminante di meningite di tipo C. La salma, su cui è stato eseguito un esame esterno, si trova esposta per la veglia funebre nell'abitazione di via Battisti dove la donna viveva con il marito, Giordano Cecchi, calzaturiero in pensione e attuale vicepresidente della Polisportiva Monsummanese di ciclismo giovanile. E' stato proprio il coniuge ad avvertire il 118 intorno alle 19 di sabato 30 gennaio: un'ambulanza della Pubblica Assistenza Monsummanese ha trasportato con febbre elevata Ida Maccioni all'ospedale di Pescia, dove si è subito aggravata ed è deceduta dopo poche ore.
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Le esequie inizieranno con il corteo funebre da via Battisti fino in chiesa, poi la pensionata sarà tumulata al cimitero comunale di via del Riposo. La 65enne, oltre al marito, lascia le figlie Federica e Barbara, l'anziano padre Mauro, la sorella Rosalba e il fratello Vincenzo.
“A seguito dell’ultimo caso di meningite di tipo C, il Dipartimento di Prevenzione precisa che nonostante che in Regione Toscana nell’ultimo anno si siano verificati casi di sepsi da meningococco C di cui alcuni letali, da un punto di vista epidemiologico non è corretto parlare di epidemia e i casi, pur concentrati da un punto di vista temporale, non sembrano essere tra loro correlati rimanendo al momento isolati - scrive l'Asl in una nota - i medici dell’Igiene e Sanità Pubblica vogliono ricordare a tutti che i contatti stretti e i conviventi dei casi accertati devono essere sottoposti a profilassi antibiotica e a sorveglianza sanitaria (10 giorni dall’ultimo contatto con l’ammalato), ma che si definiscono contatti i familiari, i contatti scolastici (nido e materna e quando vi è stato un soggiorno prolungato con l’ammalato in ambiente chiuso a breve distanza), coloro i quali abbiano avuto contatti con le secrezioni del paziente (attraverso baci, posate, bicchieri, ecc) ma non i contatti occasionali o indiretti (negozi, locali ecc.)”.
“Alla fine di gennaio - prosegue l'azienda sanitaria - sono circa 16.000 le vaccinazioni effettuate e ad oggi, solo per i mesi di febbraio e marzo, ci sono già 4.850 prenotazioni per i numerosi ambulatori straordinari organizzati presso la Asl. Si ricorda infine che è possibile fare la vaccinazione presso il medico di famiglia o il pediatra di libera scelta che abbia aderito alla campagna vaccinale”.
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