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Tasse, Peria non ci sta e minaccia le dimissioni

Tasse, Peria non ci sta e minaccia le dimissioni

«Solo attacchi politici, facciamo chiarezza nel Pd o lascerò dopo il bilancio» Avvisi Tarsu in regola: la violazione coincide con l’anno di omessa dichiarazione

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PESCIA. Il Comune ha rispettato i termini di prescrizione sia del 2009, sia del 2010. Così replica l'assessore alle finanze, Roberto Peria agli attacchi dei giorni scorsi in merito agli avvisi di accertamento Tarsu, giunti sia da parte dell'opposizione che dall'ala renziana della maggioranza. Secondo i consiglieri Oliviero Franceschi (Un'Altra Pescia) da una parte e Marco Guerri, Lucia Guidi e Annamaria Rufino del Pd dall'altra, gli avvisi di accertamento riguardanti l’anno 2009 risulterebbero illegittimi per effetto della prescrizione. La legge 292/06 prevede, infatti, che il termine entro il quale il Comune è legittimato ad emettere avvisi di accertamento finalizzati al recupero dell’imposta sia di cinque anni. Anche Fabio Rossi, ex ragioniere capo del Comune era intervenuto, nei giorni scorsi, a favore di questa posizione. Nessuna illegittimità in quegli avvisi, invece, per Peria. «Il termine di prescrizione quinquennale - spiega l'assessore - decorre dalla data della violazione che ha compiuto il contribuente e nel particolare sistema di tassazione dell'Ici e della Tarsu del 2009 e del 2010, la violazione coincide con l'omissione della dichiarazione  (e non del mero versamento), che cade sia per l'Ici che per la Tarsu nell'anno successivo rispetto all'annualità dell’imposta di riferimento. Per esemplificare, per l'annualità di imposta 2009, la dichiarazione deve essere presentata nel corso del 2010, sia per l'Ici (30 giugno 2010) sia per la Tarsu (20 gennaio 2010). Discende da ciò che il 31 dicembre del quinto anno successivo rispetto all'avvenuta violazione va a cadere per l'annualità 2009 al 31 dicembre 2015. Con salvezza, dunque, e piena legittimità dell'accertamento relativo al 2009 notificato entro tale data. Quanto detto vale a maggior ragione per l'annualità di imposta 2010, il cui termine scadrà al 31 dicembre 2016. Se, poi, per alcuni accertamenti del 2009, l'avviso è giunto al contribuente in data successiva al 31 dicembre 2015, allora si dovrà verificare la data di invio dell'atto di accertamento. Al comune consta che tutti gli atti del 2009 e del 2010 siano stati inviati entro la data del 31 dicembre 2015». Quanto all'altra questione sollevata, relativa alla mancanza della firma del funzionario designato, Peria spiega che «vista la notevole mole di accertamenti che da quasi dieci anni, vengono emessi dall'ufficio tributi, si è optato per apporre la firma con indicazione a stampa del funzionario responsabile come prescritto dalla legge 549/1995. Il funzionario indicato è esattamente il funzionario responsabile del tributo. Tutti gli avvisi di accertamento notificati negli ultimi dieci anni sono stati redatti e sottoscritti con questa modalità». Tutto questo attiene a questioni tecniche, ma Peria non può fare a meno di sottolineare quello che definisce «un problema politico». Per il responsabile delle finanze comunali, infatti, l'interpellanza firmata dai consiglieri del Pd suona più come «un attacco politico, che una necessità di fare chiarezza», quindi l'accaduto va chiarito sia all'interno della coalizione, che in consiglio comunale. «Per quel che mi riguarda chiarezza deve esserci fino in fondo - sottolinea l'assessore - perché non sono venuto a Pescia, con notevole sacrificio personale, per farmi attaccare dai miei stessi compagni di partito. Se chiarezza non vi sarà, terminato l’iter di approvazione del bilancio e la riorganizzazione del comune riterrò conclusa questa mia esperienza».

Maria Salerno

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