Il Tirreno

Montecatini

Scienze naturali il materiale c’è ma manca il museo

di Francesca Maltagliati
Scienze naturali il materiale c’è ma manca il museo

Un consiglio scientifico incaricato di catalogare i reperti Solo ipotesi sulla nuova sede. Il Civico riaprirà entro l’anno

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Il Comune di Pescia compie un primo passo verso la riapertura del Museo di scienze naturali e archeologia della Valdinievole. È stato infatti recentemente istituito un consiglio scientifico che dovrà occuparsi di mettere ordine nel patrimonio, fatto di reperti e ritrovamenti, del museo stesso. Dodici esperti di paleontologia, storia e archeologia, fra docenti universitari e direttori museali che «avranno il compito - spiega l’assessore alla cultura Barbara Vittiman - di catalogare circa un migliaio di reperti storici e scientifici nella previsione di riaprire il museo che fu chiuso alcuni anni fa per far posto all’agenzia delle entrate». Il museo infatti si trovava all’interno dei locali dell’ex Pretura in piazza Leonardo Da Vinci e il suo trasloco fu reso necessario nel 2010 per dare una nuova sede all’Agenzia delle entrate. All’interno c’erano un migliaio di reperti fra oggetti, fossili, minerali e resti animali appartenenti a diverse ere, dalla preistoria fino all’Ottocento, che oggi si trovano reclusi all’interno del Carcere di Veneri aspettano di tornare alla luce. Il principale nodo da sciogliere resta però la nuova sede, ancora incerta. «Ci sono varie possibilità da valutare - continua Barbara Vittiman - legate a questioni che devono risolversi». L’assessore parla di «sistema di incastri» poiché la scelta su quale sarà la nuova sede del museo dipende da una serie di condizioni, tutte ancora in forse. Il Comune ha ad esempio a disposizione l’immobile di piazza XX Settembre, dove adesso si trova la Società della salute che però a breve dovrebbe traslocare. C’è poi l’ex tribunale dove per un periodo di tempo andranno le associazioni che usufruivano del teatro Pacini, oggi chiuso a causa di una serie di interventi. In passato si era parlato di villa Sismondi e di un immobile in piazza Obizzi.

Tutte ipotesi ventilate, ma solo a parole, perché la decisione definitiva dipenderà da vari fattori, uno su tutti la capacità del Comune di reperire risorse finanziarie per ristrutturare e allestire un museo. «Tempo fa abbiamo chiesto - continua la Vittiman - un importante contributo per la riqualifica urbana e stiamo attendendo l’esito. La scelta su quale sarà l’immobile più adatto dipenderà poi dai risultati degli studi del consiglio scientifico che, in base al lavoro di catalogazione, potrà darci delle indicazioni sul tipo di struttura più adatta, sull’allestimento e sul percorso museale. Certamente vogliamo realizzare un museo moderno, dotato di percorsi interattivi e soprattutto vogliamo che torni a svolgere quell’importante funzione didattica che rivestiva un tempo». Se il dove resta un grande punto interrogativo, il quando non è da meno perché l’assessore non è in grado di fornire una tempistica certa per la riapertura del museo. L’unica cosa certa è che il consiglio dei dodici comincerà a breve il proprio lavoro di catalogazione che verrà svolto tutto a titolo gratuito.

Museo civico. Notizie più confortanti riguardano invece il Museo civico che riaprirà i battenti entro la fine dell’anno. Grazie a un finanziamento di 600mila euro ottenuto l’anno scorso dalla Fondazione Caript l’amministrazione è riuscita a dar via ai lavori di ristrutturazione di palazzo Galeotti, in piazza Santo Stefano. Qui torneranno ad essere esposti i migliaia di dipinti che fanno parte della collezione del museo e che per anni nessuno ha potuto ammirare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa