Il dolore
Pd diviso sulle “cartelle pazze”
I consiglieri renziani chiedono di ritirare gli avvisi Tarsu del 2009
PESCIA. Annullare gli avvisi di accertamento relativi alla Tarsu dell'anno 2009. Dopo l'intervento di Fabio Rossi, ex ragioniere capo del Comune di Pescia e quello del consigliere d'opposizione Oliviero Franceschi, torna sulla questione l'ala renziana del consiglio comunale formata dai consiglieri Marco Guerri, Lucia Guidi e Annamara Rufino, che sull'argomento hanno presentato un'interpellanza, con la quale chiedono al sindaco di valutare l'opportunità di annullare quelle che sono già state battezzate "cartelle pazze". I consiglieri di maggioranza non si sono limitati a ribadire, quanto già sollevato da Rossi e Franceschi, vale a dire che gli avvisi di accertamento riguardanti l’anno 2009 risultano illegittimi per effetto della prescrizione. La legge 292/06 prevede che il termine entro il quale il Comune è legittimato ad emettere avvisi di accertamento finalizzati al recupero dell’imposta sia di cinque anni. Ma rilevano quello che potrebbe descriversi come un "vizio formale", vale a dire la mancanza in tutti gli avvisi inviati, non solo per il 2009, ma anche 2010- 2011-2012-2013 e 2014, della firma del funzionario designato. Il che «rappresenta una grave e palese violazione del diritto di garanzia riconosciuto al contribuente - si legge nell'interpellanza dei consiglieri di maggioranza - il quale deve esser posto nelle condizioni di poter conoscere la paternità dell’atto emesso al fine di poter attivare la valutazione delle proprie difese ed inoltre, l’omessa apposizione della firma del funzionario designato, costituisce l’inosservanza di un requisito essenziale previsto dalla legge, e comporta inevitabilmente la nullità dell’avviso medesimo». I consiglieri, infine, temono che il Comune, in caso di mancato annullamento degli avvisi di accertamento, «si troverebbe a dover fronteggiare ingenti spese processuali proprio per difendersi in giudizio, certamente con scarse possibilità di successo, di fronte a quei cittadini ed imprese che, impugnando legittimamente gli avvisi, ne uscirebbero vincitori a discapito della stessa amministrazione comunale». (m.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google