Sicurezza
Eccidio, inaugurata a Cintolese la scultura della memoria
Il sottosegretario Ferri ha ricordato la martire più giovane (4 mesi) e la più anziana (92 anni) Le parole dell’ambasciatrice tedesca Schutz: «Il ricordo mi riempie ancora di dolore e vergogna»
MONSUMMANO. «Nonostante siano trascorsi oltre 70 anni, il ricordo mi riempie di profondo dolore e vergogna, anche se siamo riusciti a intraprendere il cammino della riconciliazione e dell'amicizia». Sono le forti parole pronunciate da Susanne Schutz, ministro plenipotenziario dell'Ambasciata di Germania, durante la cerimonia di inaugurazione della scultura e della Cappella restaurata in omaggio alle vittime dell'Eccidio del Padule di Fucecchio, opere che si trovano entrambe all'interno del cimitero di Cintolese. «La pace purtroppo non è mai scontata - ha proseguito Schutz - ma Germania e Italia hanno fatto insieme importanti passi avanti con molti progetti realizzati in nome della memoria e del ricordo». Ed è proprio la Repubblica federale tedesca che ha finanziato la scultura del maestro Giuseppe Spagnuolo: un “muro” che va in frantumi e che conta 85 mattoni, quante sono le vittime di Cintolese in quell'inutile strage. E dalla cui ampia fessura, in prospettiva, si scorge la Cappella con le tombe. «Vorrei ricordare i 4 mesi di Maria Malucchi e i 92 anni di Maria Faustina Arinci, la più giovane e la più vecchia tra i 175 morti del 23 agosto 1944 -è l'intervento di Cosimo Maria Ferri, sottosegretario al ministero della Giustizia- noi istituzioni dobbiamo ripercorrere questi momenti, capire le cause e guardare al futuro, ai nostri ragazzi. Il messaggio più forte è spiegare cosa è successo e cosa dobbiamo fare perché non accada più. La priorità deve essere costruire un mondo diverso, portando i valori della nostra Costituzione all'interno dell'Europa, dove la vittoria è la pace, l'amore, la solidarietà, la voglia di confrontarci per superare tutte le differenze». L'evento inizia alla palestra di Cintolese e si conclude nel vicino camposanto. Con i bambini della scuola media “Iozzelli” che leggono brani e testimonianze della brutale rappresaglia. «È per me molto difficile perché come superstite è sempre vivo il ricordo di questa tragedia - ha detto Enrico Iozzelli, presidente dell'associazione vittime dell'Eccidio- non sono mai sereno ad esprimere tutto lo strazio dei sopravvissuti, ma anche noi dobbiamo fare uno sforzo di riconciliazione, non per dimenticare, ma per non perpetuare l'odio e l'eversione. Dobbiamo tutti insieme difendere ciò che abbiamo conquistato». Poi il sindaco Rinaldo Vanni (accompagnato dai primi cittadini di Ponte, Larciano, Fucecchio e Cerreto Guidi, le comunità coinvolte nell'eccidio): «Oggi rinnoviamo e accresciamo il valore della memoria, della giustizia, della pace, della libertà e dell'uguaglianza. Troppe furono le vittime di quel massacro, ancora oggi ci chiediamo il motivo delle barbarie. Ma siamo sicuri che le sopraffazioni non ci siano più? A Cintolese vogliamo dare un nuovo contributo per la pace, per coltivare il germe della memoria collettiva”.
Luca Signorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
