Il Tirreno

Montecatini

«Vado in Madagascar»: imprenditore cambia vita

Martina Trivigno
Roberto Ricci insieme ai bambini di una scuola in Madagascar
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Roberto Ricci insieme ai bambini di una scuola in Madagascar

Per sei mesi si è trasferito nell’isola africana, aprendo scuole e realizzando pozzi. Ora è tornato a Massa e Cozzile ma è pronto a ripartire: «faremo cose magnifiche»

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MASSA COZZILE. Nosy Be, la “grande isola” del Madagascar, è diventata la sua seconda casa. Qui, in circa sei mesi di permanenza, ha aiutato la popolazione malgascia dei villaggi di Antafianambitry, Antsakolany e Mangirankirana. Roberto Ricci, 60 anni, originario di Morciano di Romagna in provincia di Rimini, è stato uno dei soci fondatori, nel 1988, di Italstudio spa, azienda di Massa e Cozzile produttrice di software in ambito contabile e fiscale. «Ad un certo punto della mia vita - racconta - ho sentito il bisogno di staccare. Nosy Be non è stata però la mia prima scelta. Avevo intenzione, infatti, di andare in Messico oppure a Cuba. Tuttavia, pensando oggi a tutte le coincidenze che mi hanno portato laggiù, penso che sia stato il destino».

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Una volta arrivato sull’isola, ha cominciato con il visitarla. Palme, spiagge bianchissime e acqua limpida. Ma anche fame e, ovunque, tanta povertà. Sono stati dunque proprio questi ultimi aspetti a colpire Roberto Ricci, già da tempo uno dei dirigenti dell’associazione umanitaria Hhpp (Humanitarian Help for Poor People). Durante la sua permanenza a Nosy Be, Roberto Ricci non si è mai fermato. «Ho girato tantissimo - continua - e ho visitato villaggi raramente toccati dal turismo di massa. Ed è stato proprio durante questi viaggi che ho capito quanto grandi fossero le necessità della popolazione».

Supportato da Hhpp e da alcuni amici che hanno creduto fin da subito nel suo progetto, Ricci ha iniziato a dare un importante aiuto umanitario, documentando, nel frattempo, attraverso foto e video pubblicati su Facebook, tutte le sue opere, come in una sorta di diario. «Nei villaggi di Antafianambitry e Antsakolany - dice - i 267 ragazzi, per andare a scuola, non avevano niente. E così, in base alle richieste dei maestri, ho acquistato per loro tutto il materiale scolastico. La chiesa, poi, è stata restaurata del tutto e il 21 dicembre è stata anche inaugurata la nuova scuola».

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A Mangirankirana, invece, ha provveduto alla creazione di un pozzo, definito da Ricci "il più bello di Nosy Be". Ha inoltre fatto in modo che gli abitanti, in cambio del suo aiuto, mantenessero puliti i villaggi, fornendo loro scope e carriole e disponendo dei posacenere, costruiti con legno e conchiglie. In occasione delle recenti feste natalizie, Roberto Ricci è tornato a Massa e Cozzile, ma non riesce a dimenticare il Madagascar.

Chiunque voglia partecipare a questo progetto può contattarlo su Facebook, alla pagina personale, oppure all’indirizzo e-mail nosybe@italway.it. «Fino ad ora abbiamo concretizzato cose belle. Sono convinto che nel 2016 ne realizzeremo di magnifiche».

 

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