Il Tirreno

Montecatini

I sindacati: «Siamo preoccupati La Regione è assente»

di David Meccoli
I sindacati: «Siamo preoccupati La Regione è assente»

Montuolo (Fisascat Cisl): «Gli operai non sono tranquilli» Meacci (Uiltucs Uil): «Il piano industriale ancora non esiste»

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MONTECATINI. Incontri che vengono rimandati di settimana in settimana, un piano industriale che si è ormai perso nelle nebbie che separano Firenze da Montecatini, una road map di allontanamento dalla gestione della società Terme che la Regione ha esplicitato solo in parte (con la “novità” emersa in consiglio comunale della necessità di raggiungere il pareggio di bilancio per sperare ancora in un impegno da parte di Firenze). Le organizzazioni sindacali non sono ancora sul piede di guerra, ma l’ascia è pronta per essere dissotterrata da un momento all’altro. Tanto più che una serie di appuntamenti chiesti da tempo e programmati per la fine di questo mese attendono ancora una definitiva conferma da parte dell’amministratore unico Carlo Brogioni e dell’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni. «Per ora – dice Aniello Montuolo, della Fisascat Cisl – siamo ancora fermi ai discorsi. Qualcuno vuole spiegarci in maniera più chiara se c’è davvero un piano industriale o se invece si sta solo scherzando? E sui tagli alle società partecipate da parte della Regione, qual è la reale strategia (se c’è)? In definitiva, chi gestirà e cosa?».

«Il rischio, in tutte queste incertezze – prosegue Montuolo – è che la Regione smetta di intervenire sulle Terme e questo genera molta preoccupazione tra i lavoratori, che non vedono un futuro tranquillo per l’azienda. E dato che anche in consiglio comunale sono emerse solo tante parole, è il momento che i soci proprietari si facciano sentire e ci spieghino la reale situazione. Al momento, però, ancora non abbiamo la certezza di una data per incontrare Comune e Regione: ma quando il medico studia troppo, alla fine il malato rischia seriamente di morire…». Altrettanto agguerrito Paolo Meacci, della Uiltucs Uil. «A oggi – dice il sindacalista – tutto appare una grossa presa in giro. O la proprietà dell’azienda dà maggiori certezze ai lavoratori, oppure siamo pronti a reagire adeguatamente. Del piano industriale si sa che doveva essere presentato a dicembre, poi che avrebbero dovuto parlarne con noi il 7 gennaio, poi a fine mese. Ma qual è la strategia che stanno seguendo? Corrisponde al vero che il prossimo mese potrebbero esserci anche problemi nel pagare gli stipendi ai dipendenti? Basta essere presi per il naso, ci dicano subito la verità». Luisella Brotini, della Filcams Cgil, dice che una lettera di sollecito congiunta tra le tre organizzazioni sindacali è già stata spedita nei giorni scorsi ai vertici della società, ma che al momento non è arrivata alcuna risposta. «Ma comunque – spiega – il piano industriale dovrà prima passare da una presentazione in Regione». I tempi, quindi, non sono affatto brevi né certi. E intanto la nave Terme si muove a vista.

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