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Macolive annuncia l’avvio della mobilità per 14 dipendenti

Macolive annuncia l’avvio della mobilità per 14 dipendenti

L’azienda di Massa Cozzile in difficoltà per l’inchiesta che ha investito l’amministratore Cei. «Noi siamo estranei»

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MASSA E COZZILE. «L'azienda è investita (seppure indirettamente) da alcune vicende giudiziarie e allora si trova costretta a mandare a casa 14 lavoratori» È quanto si legge in una nota della Macolive Trading Spa, specializzata in semilavorati alimentari, che fa riferimento a una inchiesta aperta dalle Fiamme Gialle lo scorso ottobre e che la «coinvolgono quale terza».

La società di Massa e Cozzile, dice di essersi «vista costretta ad attivare la procedura di mobilità per 14 lavoratori dipendenti» e si dichiara «estremamente amareggiata per la decisione che, suo malgrado, ha dovuto prendere». E, nel contempo, «assolutamente estranea ai fatti che le sono stati addebitati, manifestando la ferma intenzione di dimostrare, nelle opportune sedi, l'assoluta infondatezza delle azioni mosse a suo carico, anche e soprattutto al fine di ristabilire la situazione di equilibrio economico, finanziario e commerciale preesistente alle stesse».

Rispetto all’inchiesta che avrebbe provocato, secondo l'azienda, le conseguenze che hanno portato alla decisione dei 14 licenziamenti, il riferimento è a quella condotta dalla Finanza che ipotizza il reato di bancarotta fraudolenta per 21 milioni di euro e che nell’ottobre scorso aveva portato agli arresti l'amministratore delegato Mauro Cei (arresti poi successivamente revocati dal Tribunale della libertà). Accusa per la quale il management della società aveva dichiarato sin da subito la sua «totale estraneità», fiduciosa di poterla dimostrare nelle sedi opportune.

Macolive Trading Spa aveva anche rivolto al proprio amministratre delegato «il più ampio attestato di stima confidando che lo stesso, come già accaduto nel passato, riesca a dimostrare la più completa innocenza rispetto ai fatti contestati».

Preoccupazioni per i 27 posti di lavoro erano già state avanzate a fine novembre dai sindacati, che si erano incontrati, con una delegazione dei dipendenti, con l'assessore regionale Federica Fratoni. I sindacati avevano fatto presenti le difficoltà che stava attraversando l'azienda, e la Regione aveva fatto proprie le preoccupazioni per la situazione occupazionale.

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