Il dolore
Scalatore ferito, il sindaco minaccia denunce
Troppe le violazioni dei climber all’ordinanza che vieta l’ingresso alla Cava Rossa. Vanni: «Non tocca a noi vigilare»
MONSUMMANO. Bastonato e, forse, pure punito. Rischia una denuncia per violazione di proprietà privata il rocciatore 44enne che domenica è stato colpito da un masso mentre si preparava alla scalata della Cava Rossa. E con lui, a rischio segnalazione all’autorità giudiziaria ci sono anche gli altri climber che erano presenti: chi già impegnato sulla parete, chi in attesa del proprio turno. Perché l'area appartiene alla società Fondo Immobiliare Cosimo I e, in più, è stata interdetta agli appassionati di sport estremi dal luglio 1997, con un'ordinanza per motivi di sicurezza firmata dall'allora sindaco Maurizio Venier. Un'ordinanza da sempre disattesa: lo testimoniano i moltissimi incidenti tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei 2000, a cui si aggiunge l'ultimo episodio di due giorni fa.
Troppa la voglia di provare questa comoda (cioè facilmente raggiungibile) falesia, tanto che la propria incolumità passa in secondo piano.
«Naturalmente faccio gli auguri di pronta guarigione alla persona ferita (che è stata trasportata all'ospedale in codice giallo, ndr) - dice il sindaco Rinaldo Vanni - ma qui ci sono dei risvolti da appurare. Vediamo se ci sono le condizioni per delle denunce, e anche il privato proprietario potrebbe rivalersi. Nell'area esiste un’ordinanza, c'è un cancello che ne ostruisce l'accesso e ci sono dei cartelli che segnalano i divieti, anche se spesso in passato sono stati rimossi da ignoti. Da parte nostra c'è rammarico, ma vorrà dire che si tratterà di effettuare ulteriori verifiche per bloccare l'ingresso con più fermezza». Tutte imposizioni che il circuito dei climber conosce bene (lo provano i numerosi blog e forum che circolano su internet), eppure non rispetta.
Riprende Vanni: «Potrei intensificare i controlli da parte della polizia municipale, ma non è mia intenzione utilizzare soldi pubblici per controllare persone che agiscono contro le regole e la legge. Addirittura, nel caso specifico di domenica potremmo essere in grado di richiedere un risarcimento visto l'arrivo sul posto delle forze dell'ordine, di un’ambulanza e di un'automedica. Qui ci vuole soprattutto buon senso, con le associazioni (come il Club Alpino Italiano, ndr) che sono chiamate a divulgare maggiormente i divieti e cosa si rischia in caso di inosservanze».
Questo però non è l'unico richiamo al Cai. Le squadre di Soccorso Alpino e Speleologico e le scuole di Alpinismo del comprensorio tosco-romagnolo, infatti, nel febbraio 2013 avevano sottoscritto un protocollo d'intesa con Comune e Fondo Immobiliare per la totale riapertura della vicina Cava Grigia, dove l'ordinanza del '97 è stata parzialmente revocata alla fine del 2014. Ma le opere annunciate non si vedono ancora (dovevano essere concluse nella primavera scorsa): cioè la messa in sicurezza e l'allestimento delle vie di salita e del sentiero geologico, il posizionamento di cartellonistica e recinzioni, oltre alla creazione di una “palestra scuola” con ancoraggi ravvicinati per bambini e un muro per il paraclimbing, attività dedicata alle arrampicate degli atleti disabili. «Solleciterò il Cai per avere conto di questo progetto. Se gli impegni non venissero assunti in tempi brevi saremmo costretti a rivedere la convenzione sottoscritta», minaccia il sindaco.
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