Sicurezza
«Piscina, il costo lo decidiamo noi»
Il vicesindaco replica agli attacchi di M5s sul cantiere Leopoldine
MONTECATINI. «Sono costretto a replicare alla parole del consigliere Berti, che ancora una volta si distingue più nella alterazione delle dichiarazioni altrui che per la forza propositiva».
Arriva a stretto giro di posta la risposta del vicesindaco Ennio Rucco agli attacchi lanciati dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Cristiano Berti, che in una conferenza stampa sabato scorso aveva accusato lo stesso Rucco in sostanza di aver venduto false illusioni rispetto alla realizzazione della piscina Termale alle Leopoldine. «Una perizia del 2014 stimava che sarebbero serviti 20,6 milioni mentre ora il vicesindaco dice che ne bastano 13», aveva detto, tra l’altro, il rappresentante dei grillini.
«Nella commissione partecipate del 24 dicembre scorso - precisa ora Rucco - non ho chiesto a Berti di trovare una soluzione al posto nostro, ho semplicemente evidenziato come lui e il suo partito siano bravi nell'attaccare gli altri ma privi di proposte concrete da inserire nel piano industriale. Ne consegue che il suo contributo in termini pratici per la società Terme e la città sia nullo».
Poi il numero due della giunta Bellandi precisa che nella stessa commissione ha sostenuto che «i costi residui per terminare l'opera alle Leopoldine non dovranno superare i 13 milioni. Berti chiede se Cmsa (la Cooperativa muratori sterratori e affini, incaricata di eseguire i lavori edili) è d'accordo, ma se continuiamo a far fare il prezzo agli altri finisce che i debiti aumentano e l'opera non la facciamo».
Infine una precisazione, diciamo così, di carattere politico. «La giunta - sottolinea Ennio Rucco - non si nasconde dietro un dito e siamo consapevoli di non aver risolto la questione. Questo però non ci può mettere sullo stesso piano delle persone che hanno sottoscritto un mutuo da 29 milioni di euro con una società che ne perdeva 3 di esercizio. Per fare una metafora, se il medico non salva il paziente ferito e in fin di vita, non può avere le stesse colpe di chi ha premuto il grilletto. Al limite potrà essere giudicato un cattivo medico».
E qui la stoccata è rivolta alle amministrazioni precedenti a quella Bellandi, un j’accuse al centrodestra che ricalca le dichiarazioni fatte nei giorni precedenti, e a cui la stessa Forza Italia aveva risposto rimandandolo al mittente.
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