Il Tirreno

Montecatini

La tassa sui fonografi va pagata

Il consorzio Scf replica a Confconsumatori di Montecatini: «La Siae è un’altra cosa»

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MONTECATINI. La tassa sui fonografi va pagata, eccome. A precisarlo è l’avvocato Daniela De Pasquale, a nome della Scf (il Consorzio fonografici) a proposito di un articolo del 29 settembre che riportava la posizione di Confconsumatori che invitava, invece, le aziende a non versare la tassa dovuta.

«In primo luogo - spiega il legale - Scf non può essere equiparato a un mero “doppione della Siae” poiché Società italiana autori ed esecutori e Scf svolgono attività del tutto differenti. Siae si occupa del diritto d’autore mentre Scf della raccolta e gestione dei diritti connessi al diritto d’autore. È un consorzio che si occupa di gestire i diritti dei produttori fonografici (cioè i soggetti che hanno assunto l’iniziativa della prima fissazione dei suoni), che ad esso hanno conferito apposito mandato. Diversamente Siae gestisce i diritti relativi alla composizione musicale (musica e/o testo) sia nel caso in cui venga eseguita dal vivo, sia che venga riprodotta su disco. Tali diritti sono dovuti sia all’autore dell’opera sia all’editore del brano. D’altra parte la distinzione tra Siae e Scf è stata ben rimarcata da numerose sentenze che hanno riconosciuto la piena legittimazione di Scf con riferimento all’esercizio dei diritti connessi al diritto d’autore».

Infine si osserva che nell’articolo viene citata una pronuncia del Tar della Campania «senza alcun riferimento agli estremi della pronuncia, essendo stati completamente omessi i dati relativi al giorno, numero e anno di emissione. Invitiamo a comunicarci gli estremi precisi della sentenza del Tar della Campania, affinché possa essere presa idonea posizione sul contenuto della medesima».

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