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Montecatini

«Leopoldine irrealizzabili Bellandi ci dica la verità»

«Leopoldine irrealizzabili Bellandi ci dica la verità»

Il Movimento 5 Stelle all’attacco: una perizia del 2014 stimava necessari 20,6 milioni per completare la piscina. Ora il vicesindaco dice che ne bastano 13

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MONTECATINI. «Il sindaco trovi finalmente il coraggio di dire che il progetto alle Leopoldine non potrà essere realizzato e il vicesindaco smetta di raccontarci storielle sui milioni che mancano per concludere i lavori». Il Movimento 5 Stelle affila le armi in vista del consiglio comunale e suona la campanella d’allarme, lanciando critiche a destra e a sinistra. «Si accusano come bambini – dice il capogruppo Cristiano Berti – ma la ricreazione è finita».

Berti ripercorre le tappe della vicenda. «Già nel 2009, ai tempi del Severi, era chiaro che il progetto alle Leopoldine non sarebbe stato realizzabile. Esisteva solo una bozza, non c’erano perizie e mancava l’accordo tra chi il piano lo aveva disegnato e l’impresa che lo doveva costruire. Eppure il cantiere è stato aperto, perché si doveva fare campagna elettorale». Poi, però, in Comune arriva il centrosinistra. «Bellandi – prosegue Berti – non ha fermato i lavori e alla fine ci hanno pensato il direttore Fortunati e le banche. Intanto, già nel 2011 la Regione parlava di dismissione delle Terme».

Poi la cronistoria del M5S fa tappa al 2014: «Il bilancio parla di un indebitamento da 29 milioni e che il mutuo fiduciario e il finanziamento rotativo sono garantiti da un’ipoteca da 56 milioni, praticamente tutti gli immobili termali. E quanti soldi mancano per finire le Leopoldine? Una perizia del 2014, fatta dallo studio Rossi-Prodi, parla di 20,6 milioni, ma a fine anno i soldi in cassa ammontavano a soli 458mila euro. Gli ormai leggendari 8 milioni delle banche sono solo soldi potenziali. Da dove viene fuori, quindi, la storiella che ci ha raccontato il vicesindaco Rucco sui 13 milioni che mancherebbero per terminare i lavori? Ha in mano una nuova perizia? E la Cmsa è d’accordo? O è solo un altro modo per raccogliere voti?».

E non è l’unica volta che Berti tira in ballo Rucco. «Mi ha chiesto – dice – di trovare una soluzione. Dopo 7 anni che amministra lo chiede a me? È avvilente. Comunque, qualche consiglio al sindaco vogliamo darlo: dica chiaramente che il progetto Leopoldine non può essere portato a termine e metta da parte la voglia di trovare voti. Siamo già indebitati di 21 milioni con le banche, ne vogliamo aggiungere altri 8? E Bellandi spieghi anche che la società non è più in grado di pagare stipendi e fornitori». Le ultime stilettate sono per il tavolo tecnico. «È formato – spiega Berti – da persone che non hanno competenza né sul piano industriale, né su una Spa. In città ci sono le giuste professionalità: usciamo dalla solita cerchia ristretta e facciamoli discutere con la Regione. Poi sediamoci al tavolo con la Cmsa e parliamo di penali: non è più tempo che il Pd prenda da solo le decisioni sulle Terme e sulla nostra pelle. Montecatini ha un’anima fatta di acqua e bellezza, ma c’è chi se l’è mangiate per un pugno di voti e di potere».

David Meccoli

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