Il Tirreno

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La notte del classico al liceo Lorenzini fra teatro e musica

Elena Guerri
Il sindaco Oreste Giurlani con gli studenti (Foto Nucci)
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Il sindaco Oreste Giurlani con gli studenti (Foto Nucci)

L’iniziativa nell’istituto di Pescia ha coinvolto gli studenti in numerose attività per far conoscere l’attualità dei classici

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PESCIA. Le declinazioni, i paradigmi, l'aoristo provocano in molti un'avversione quasi naturale. Il greco e il latino? Lingue morte, inutili e superate, affermano altri. Il classico? Un indirizzo in declino. Ecco allora la notte del classico, un'inziativa a cui hanno aderito oltre duecento licei, volta a sfatare falsi miti e leggende. Il Lorenzini di Pescia non si è certo tirato indietro e ha partecipato a questo evento, dando vita a un programma davvero interessante.

«Da un lato abbiamo voluto esprimere il nostro orgoglio per la cultura classica - ha sottolineato il professor Ezio Dolfi, docente di lettere antiche, impegnato in prima persona nell'organizzazione della manifestazione - dall'altro abbiamo cercato di far conoscere meglio questo tipo di formazione, che non è solamente studio matto e disperato, ma anche divertimento e voglia di imparare. Inoltre i nostri studenti apprendono una capacità importante ovvero quella di riflettere e ragionare, analizzando così in modo critico la realtà».

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Quale modo migliore allora di avvicinare i giovani, se non con un happening di musica e teatro intitolato il Giardino delle Muse, con una tombola speciale in latino e con giochi come il labirinto? La serata di venerdì 15 gennaio è iniziata alle 18 con il saluto della dirigente scolastica Maria Rosa Capelli e del sindaco Oreste Giurlani, che ha evidenziato la centralità di Pescia come città preuniversitaria. Al termine dei discorsi ufficiali, gli studenti sono divenuti i veri protagonisti e hanno coinvolto in innumerevoli attività i presenti. Le aule del Lorenzini si sono trasformate in laboratori, con rappresentazioni musicali e teatrali. I corridoi hanno assunto l'aspetto delle vie di Tebe, con la messa in scena dell'Edipo re e della sua stirpe maledetta. Il primo piano invece risuonava di diverse melodie e qualcuno si è pure imbattuto in un combattimento con Orlando il Furioso. Per una giornata la cultura ha vinto, ha prevalso e ha trionfato, senza noia, ma con leggerezza. L'attualità dei classici è emersa con tutta la sua forza.

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