Il Tirreno

Montecatini

Nuove norme per gazebo e logge

David Meccoli
Il gazebo del Bar Gori Cibus in corso Matteotti (foto Nucci)
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Il gazebo del Bar Gori Cibus in corso Matteotti (foto Nucci)

Operatori preoccupati, Chimenti: «Con questa legge regionale rischiamo di tornare agli ombrelloni»

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MONTECATINI. E’ arrivata anche in città l’onda lunga dei timori legati all’attuazione della legge regionale 65 che, a detta degli operatori (soprattutto ristoratori e albergatori) rischia di mettere a tappeto tante imprese, che potrebbero presto ritrovarsi a dover smantellare o rimettere mano a gazebo e logge, magari tirati su da poco tempo a costo di sostanziosi investimenti economici. La legge – approvata nel novembre 2014 - detta le norme per «il governo del territorio al fine di garantire lo sviluppo sostenibile delle attività rispetto alle trasformazioni territoriali da esse indotte evitando nuovo consumo di suolo, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio territoriale inteso come bene comune e l’uguaglianza di diritti all’uso e al godimento del bene, nel rispetto delle esigenze legate alla miglior qualità della vita». Una serie di belle intenzioni che, tradotte nella pratica, assumono precisi significati.

«La legge – spiega il presidente del Centro commerciale naturale Claudio Chimenti – stabilisce che le strutture a supporto dell’attività debbano essere leggere e poco invadenti. Ciò vuol dire che tutti quegli operatori che, in questi ultimi anni, si sono costruiti un gazebo seguendo il regolamento comunale, ora potrebbero essere chiamati a ricominciare tutto da capo». E tra questi, anche lo stesso Chimenti. «Io ho iniziato nel 1985 – dice – con quattro semplici ombrelloni, poi ho fatto il tunnel in pvc per unirli al ristorante, infine una decina di anni fa il gazebo, rispondente a tutti i requisiti richiesti dal Comune e con tanto di aria condizionata, riscaldamento, luci e allarme. In totale un investimento da 130mila euro». E ora? Ora a essere preoccupati sono in tanti: dal Cibus all’osteria Pellegrini, dall’ex pasticceria Impero ad alcuni alberghi del centro. Tutti con i loro gazebo in rame, colorati in nero o grigio canna di fucile e con pedana. Strutture troppo “pesanti” per la Regione. «Addirittura la nuova legge – spiega ancora Chimenti – parla della necessità di un tetto retrattile e di tamponature laterali utilizzabili solo per 90 giorni all’anno (contro gli attuali 180). Vorrebbe dire far restare al freddo i clienti nel resto dell’autunno e dell’inverno». E allora come se ne esce? «Ancora non lo sappiamo – risponde Chimenti – ma abbiamo contattato gli uffici della Confesercenti per capire gli spazi di manovra che ancora abbiamo e trovare insieme al Comune una soluzione ragionevole. D’altra parte anche la Asl chiede che per mangiare serva comunque un tetto o una copertura. D’accordo le normative che parlano di ambiente e decoro urbano, ma qui, se viene applicata alla lettera la legge regionale, rischiamo di far saltare tutto il sistema e tornare agli ombrelloni».

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