Sicurezza
Galligani: «Il Centro del Padule non ha più senso di esistere»
Il sindaco di Ponte Buggianese agli altri Comuni: «Lavoriamo su problemi seri come il rischio idraulico, l’inquinamento e la manutenzione»
PONTE BUGGIANESE. «L'eventuale trasformazione del Centro di ricerca e documentazione del Padule di Fucecchio in un centro studi di carattere generale, è solo un escamotage per tenere in piedi una struttura che non ha più senso di esistere». Non le manda a dire Pier Luigi Galligani, sindaco di Ponte Buggianese, Comune che ha nel suo territorio gran parte dell'area umida (al pari di Larciano) e già uscito come socio nel 2015 dall'associazione onlus, dopo una delibera del consiglio comunale approvata all'unanimità.
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«In questo tipo di assetto non abbiamo alcuna intenzione di rientrare - spiega Galligani - lavoreremo soltanto sul protocollo d'intesa firmato con la Regione, che a breve convocherà un tavolo tecnico. In quella sede affronteremo i problemi reali del Padule: il rischio idraulico, l'inquinamento, l'interramento (cioè i fanghi e i detriti che si accumulano, ndr), la manutenzione degli argini e delle chiuse, l'eliminazione delle specie infestanti, come il gambero killer, le nutrie e la flora atipica, e naturalmente il rilancio turistico con l'attivazione delle ciclopiste e la promozione seria e adeguata in collaborazione con altri soggetti del settore attivi in Valdinievole».
Le parole del primo cittadino di Ponte, dopo il diktat dell'assessore regionale all'ambiente, Federica Fratoni, che chiedeva un'intesa condivisa sul Centro di ricerca tra tutti i soggetti locali, nessuno escluso, sembrano mettere fine in via definitiva all'esperienza dell'organismo, nonostante i tentativi di ricucire lo strappo da parte dell'attuale (anche se dimissionario) presidente, Rinaldo Vanni.
Prosegue Galligani: «Se il problema è come utilizzare il centro visite di Castelmartini, da qualche mese il Comune di Larciano ha chiesto di ottenere l'edificio in comodato d'uso gratuito, per poi lasciare la sua gestione magari a una cooperativa di guide ambientali, che si occupi anche delle visite guidate e della promozione».
Ma c'è dell'altro: «A queste punto noi istituzioni - dice il sindaco - oltre a ragionare in via generale sul Padule con la Regione, dobbiamo anche stimolare il Consorzio di bonifica del Basso Valdarno affinché affronti in maniera più attenta le problematiche dell'area, dalla sua manutenzione al rischio idraulico».
Nell'attesa che venga formalizzato un nuovo “progetto Padule”, dopo forze politiche, associazioni e Wwf, anche Legambiente interviene sull'argomento: «La Toscana ha nel suo patrimonio naturalistico e culturale il suo principale giacimento di risorse: di questo inestimabile patrimonio il Padule di Fucecchio è uno dei fiori all’occhiello più preziosi. Possibile che non si riesca a trovare una soluzione condivisa sul territorio, per dare continuità alle azioni di studio, tutela e promozione di un’area che potrebbe stabilmente rappresentare uno dei volani di rinascita economica della regione? Alla politica, a “questa” politica che dice di voler cambiare verso, fornirci delle risposte».
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