Sicurezza
Nessun trauma sul corpo di Qorri
L’autopsia esclude la violenza ma si attendono gli esami istologici
MONTECATINI. Non ci sono segni di colpi o di altre azioni violente sul corpo di Mario Qorri, il trentaduenne di origini albanesi trovato morto nel pomeriggio del 3 gennaio in un appartamento di via Del Salsero, a Montecatini. Lo ha stabilito l’autopsia eseguita dal medico legale Aleberto Albertacci e disposta dal pm Claudio Curreli, che aveva accolto la richiesta presentata dal fratello e della sorella della vittima tramite l’avvocato Massimo Sardo. L’ipotesi più accredita resta, quindi, quella dell’avvelenamento da monossido di carbonio, o da altri prodotti dovuti alla combusione, sprigionato dai tizzoni ardenti di un bracere artigianale (un bidone di latta) che l’uomo si era portato in camera da letto per difendersi dal freddo.
Per fugare ogni dubbio, il medico legale ha prelevato dei tessuti sul cadavere di Qorri, che saranno sottoposti ad esami tossicologici e istologici. Gli esami serviranno anche ad escludere altri tipi di avvelenamento o intossicazioni.
Ricordiamo che Quorri fu trovato morto dal coinquilino: la camera era chiusa a chiave dall’interno e la finestra sigillata e Quorri non rispondeva. È stata poi la polizia a sfondare la porta della stanza. L’uomo si trovava solo in quanto la compagna russa era andata nel suo Paese, insieme al proprio figlioletto, per trascorrere le vacanze di Natale.
I familiari della vittima hanno però presentato un ulteriore esposto-querela, questa volta con l'ipotesi di reato di omissione di soccorso. La procura aveva così inviato al coinquilino di Qorri un'informazione di garanzia: un atto dovuto per consentirgli di nominare un proprio consulente durante l’autopsia.
La vittima si trovava in detenzione domiciliare per una condanna passata in giudicato. (f.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
