Il dolore
«Operatori sanitari a rischio aggressioni»
Lapenna (Forza Italia) dopo l’episodio al Centro salute mentale denuncia il piano di smantellamento dell’Asl
MONTECATINI. «Continuano a recitare il de profundis per l'ospedale di Pescia i dirigenti dell'Asl 3, ora Area vasta, ovviamente su input politici dettati dal governatore Rossi. L'ospedale ormai rischia di diventare un cronicario con la soppressione dei reparti specialistici di eccellenza. La cultura della sinistra sta mettendo a serio rischio anche quei pochi servizi rimasti e quello che è più grave è la ideologizzazione della sanità. Alla mancanza di operatori sanitari, infermieri e medici, fa riscontro un numero di funzionari e dirigenti in soprannumero, con il conseguente collasso di alcuni reparti. Vedi la psichiatria».
È un giudizio tranciante sui nuovi modelli di sanità dettati dalla Regione quello che fornisce Alberto Lapenna, coordinatore provinciale di Forza Italia. Che interviene riferendosi a uno specifico episodio. «Da molto tempo - spiega - nel servizio di igiene mentale adulti della Valdinievole accadono episodi, riportati in questi giorni dalla stampa, a dir poco incresciosi a carico dei pochi operatori. Quotidianamente ci sono linciaggi verbali che sempre più spesso si trasformano in vere e proprie aggressioni fisiche. L'ultima avvenuta il 6 gennaio al Centro di salute mentale a Montecatini, vittima un infermiere colpito al volto da un paziente e che rischia la perdita dell'occhio».
«Altra cosa grave - prosegue - è la mancanza di totale confronto con la dirigenza sanitaria sui disagi organizzativi e sanitari del servizio che denunciano da troppo tempo alcuni operatori. A un sopralluogo dei rappresentanti della sicurezza sul lavoro aziendale avvenuto in seguito a un incendio doloso che ha completamente distrutto un ascensore sono state riscontrate lacune e irregolarità, ma con la mancanza di rispetto delle regole previste si riscontra un silenzio assordante dell'azienda. Gli operatori sono stati lasciati soli in balia di altri episodi che potranno accadere e l'unica risposta, anche se velata, è quella data dal direttore del dipartimento, dottor Vito D'Anza, che paventa la chiusura del reparto di psichiatria dell'ospedale di Pescia. Tutto in linea con la volontà politica di smantellare completamente il nosocomio pesciatino. Tutto questo accade nella totale indifferenza delle istituzioni. Ma i sindaci della Valdinievole che aspettano a denunciare quanto sta accadendo, e come pensano di risolvere questi gravi problemi? Da loro aspettiamo un minimo di ribellione e di protesta».
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