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Non ha la meningite il pensionato di Buggiano

L'atrio dell'ospedale San Jacopo di Pistoia (foto Lorenzo Gori)
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L'atrio dell'ospedale San Jacopo di Pistoia (foto Lorenzo Gori)

L’uomo è ricoverato dal 27 dicembre al reparto malattie infettive dell’ospedale San Jacopo di Pistoia. Inutile la profilassi a cui sono stati sottoposti i clienti di un ristorante

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PISTOIA. Non era un’infezione di meningococco di tipo C quella che ha costretto al ricovero, domenica 27 dicembre, nel reparto di malattie infettive dell'ospedale San Jacopo di Pistoia, un paziente di 67 anni di Buggiano. Da ieri c’è la certezza che la diagnosi non era corretta. Ovviamente gli accertamenti proseguono per stabilire da cosa sia stato infettato il pensionato, le cui condizioni sono definite stabili. All’indomani dell’allarme meningite, il dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria si attivò immediatamente per sottoporre a terapia antibiotica i familiari e le persone con le quali il 67enne, nei giorni precedenti al manifestarsi della malattia, aveva avuto contatti ravvicinati (in particolare alcuni parenti stretti ed amici).

Non solo: l’allarme fu diffuso anche tramite i giornali dal momento che il paziente il giorno di Natale era stato a pranzo con i suoi familiari al ristorante la Locanda di Mamù in località Traversagna. Tutte le persone che quel giorno all'ora di pranzo erano presenti nel locale (un’ottantina) furono invitate a sottoporsi a profilassi. E, tra l’altro, furono proprio i gestori del ristorante a rintracciarle. Per ricevere l’antibiotico specifico furono invitate a rivolgersi agli Ambulatori del presidio di “Villa Ankuri” a Margine Coperta. Le conseguenze più immediate di questa vicenda furono però di origine economica.

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La notizia che il paziente che sembrava aver contratto la meningite C era stato a pranzo in quel ristorante aveva portato a un crollo delle prenotazioni per il successivo cenone si San Silvestro. "Noi non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione – raccontò Pasquale Mugnetti, padre di Manuela, titolare del ristorante – e l’abbiamo saputo da un’amica che aveva letto la notizia proprio sul sito Internet del Tirreno. Per prima cosa tutti e cinque noi addetti al ristorante nel pomeriggio (di lunedì 28, ndr) siamo andati a Villa Ankuri per sottoporci alla profilassi prevista. Poi sono venuto al locale per prendere i numeri di telefono di coloro che avevano prenotato il pranzo di Natale. Erano circa 80 clienti, ma i gruppi (tutti familiari e amici) erano soltanto una mezza dozzina, per cui non è stato difficile rintracciarlI».

Purtroppo però i guai non finirono lì. "Da stamani - proseguì Mugnetti nel suo racconto - sono iniziate ad arrivare le disdette per le prenotazioni del cenone di Capodanno. La gente ha letto la notizia e si è impaurita". Un timore del tutto infondato, perché la meningite si propaga solo a contatto o nelle vicinanze della persona infettata. E oggi, alla luce degli ultimi sviluppi, ancora di più.

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