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Banca di Pescia a prova di riforma

Banca di Pescia a prova di riforma

Crisi e salvataggi, il direttore Giusti rassicura soci e azionisti

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PESCIA. Una sala conferenze gremitissima, quella "Del Tozzotto" all'interno del mercato dei fiori di via salvo D'Acquisto, ha fatto da uditorio all'incontro organizzato da Banca di Pescia Credito Cooperativo su "Crisi bancarie e bail-in. Cosa cambia per banche e risparmiatori". Il relatore era il professor Cristiano Iacopozzi docente dell'Università degli Studi di Siena. Lo scopo dell'incontro era quello di far luce sull'introduzione della normativa sul cosiddetto bail-in, a seguito della recente Unione Bancaria Europea, e rassicurare la platea intimorita dai recenti crac di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. Il bail-in (letteralmente "salvataggio interno") consiste nel coinvolgimento dei depositanti nella risoluzione di una eventuale crisi bancaria. I primi a dover rispondere con il proprio investimento sono gli azionisti poi i detentori di obbligazioni cosiddette "subordinate" e solo successivamente, ma non nel caso delle banche di Credito Cooperativo, i detentori di obbligazioni cosiddette "senior".

Ma a Pescia, di queste garanzie sembra proprio non essercene bisogno. «Banca di Pescia non hai mai emesso obbligazioni "subordinate" - è stata la considerazione del direttore Antonio Giusti - Il nostro Cet1 ratio, ovvero il parametro più utilizzato per valutare la solidità di una banca, è tra i più alti, quasi il 19%», assai più di quello del sistema credito cooperativo, al 16,2%, o del sistema bancario italiano, al 12,1%. Questo dato, insieme ad altri patrimoniali ed economici, ma anche di apprezzamento da parte della base sociale e della clientela che sono sembrate un tutt'uno con i vertici della Banca, «ci consentono di attendere e analizzare con serenità quello che sarà il dettato dell'imminente riforma del credito cooperativo. Guai dunque ad auspicare facili scenari».

Banca di Pescia allontana così le voci di possibili ed imminenti fusioni e ribadisce che, per quanto ovvio, «qualsiasi decisione in merito alle future strategie è di esclusiva competenza e responsabilità degli organi amministrativi della Banca e dell'assemblea dei nostri soci, il cui valore intendiamo tutelare al meglio».

Un concetto confermato anche dal primo cittadino Oreste Giurlani che nel saluto iniziale ha ribadito che il compito della politica è vigilare sulla tutela dei posti di lavoro e sulla salvaguardia dell'economia del territorio. «Solo qualora una di queste prerogative venisse minacciata la politica ha il dovere di intervenire, ma guai ad entrare nelle scelte gestionali di un'impresa privata».

L'entrata in vigore del bail-in cambia quindi l'approccio nella relazione tra Banca e cliente: sta al cliente valutare con periodicità se la banca presso la quale ha depositato o investito i propri risparmi, è affidabile.

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