Il dolore
Infermieri a domicilio, Sds rassicura
Il direttore Bartolini: necessario indire una gara, ma la coop si servirà del personale di Misericordie e Pubbliche assistenze
PESCIA. «Il servizio di assistenza infermieristica domiciliare è un fiore all’occhiello per la Società della salute, il migliore in Toscana secondo il Mes del Sant’Anna e tale rimarrà. La qualità del servizio semmai potrà soltanto migliorare, visto che abbiamo deciso di investire più che negli anni passati».
A parlare è il direttore della Sds della Valdinievole Claudio Bartolini che, insieme al presidente, Pier Luigi Galligani, ha deciso di intervenire sulla questione dell’affidamento del servizio nell’area della Valdinievole ad una cooperativa, dopo anni di gestione da parte delle Pubbliche Assistenze e delle Misericordie. Nell’articolo, apparso nei giorni scorsi sul nostro quotidiano, alcuni operatori del settore esprimevano le proprie preoccupazioni sul futuro del mondo del volontariato e sul mantenimento degli attuali standard di qualità del servizio.
Ecco quindi che, per rassicurare la cittadinanza e per spiegare le motivazioni della scelta presa, che la Sds decide di intervenire. «Questo servizio – spiega Bartolini – da circa vent’anni veniva realizzato dalle associazioni di volontariato attraverso una convenzione da tempo scaduta e più volte prorogata. A un certo punto si è quindi posta la questione di come tornare ad affidare tale servizio e vista la cifra di cui si parla, oltre mezzo milione di euro l’anno, è stato deciso di indire una gara pubblica. Scelta obbligata, poiché è la legge stessa ad imporcelo e anche l’Autorità anti corruzione ribadisce che per l’affidamento della gestione dei servizi si debba procedere come previsto dalla legge e quindi non attraverso l’affidamento diretto».
Il fatto che dalla gara fossero state escluse le due associazioni per via che la normativa sugli appalti pubblici prevede l’iscrizione alla Camera di Commercio (e le due associazioni non hanno l’iscrizione) viene smentito con forza. «Che il servizio sarebbe andato a gara – continua Galligani – è risaputo dal 2013 quando fu varata la delibera della Sds con cui veniva presa tale decisione. Per indire la gara però abbiamo atteso che la Regione si esprimesse sul futuro della Sds. È stata quindi indetta nel 2015. Sono passati due anni, per cui gli operatori del settore hanno avuto tutto il tempo necessario per organizzarsi. Avrebbero potuto costituire un’Ati, se avessero voluto. Inoltre nel tempo abbiamo più volte incontrato i rappresentanti delle associazioni per spiegar loro quanto sarebbe accaduto». «Non c’è mai stata – ribadisce infatti Bertolini – la volontà di escludere le associazioni. Anzi tutt’altro. La cooperativa a cui è stato fatto l’affidamento provvisorio, la COeSO di Pistoia, ha firmato una convenzione con tutte le Misericordie e le Pubbliche Assistenze, per coinvolgerle nella realizzazione del servizio. Tale convenzione rappresenta un punto focale e imprescindibile del progetto di gara». Le associazioni hanno infatti tutti i mezzi e le strutture necessarie all’espletamento del servizio e chiunque avesse partecipato alla gara, in questo caso soltanto la COeSO, avrebbe comunque dovuto trovare un accordo con le associazioni per usufruire dei loro mezzi. Anche per quanto riguarda il futuro degli infermieri che fino ad oggi lavoravano nel servizio, 28 di cui 12 a tempo indeterminato e 16 a partita Iva, arrivano rassicurazioni. «Il progetto presentato dalla cooperativa – continua Galligani – prevede che tutti e 28 vengano reintegrati». Non vale la stessa cosa per gli amministrativi delle associazioni di cui però la Sds non si sente responsabile. «Noi abbiamo affidato la gestione del servizio infermieristico, non la parte amministrativa».
Stessi mezzi e stesso personale quindi dovrebbero rappresentare una garanzia sul mantenimento della qualità del servizio. «L’aggiudicazione provvisoria a COeSO è avvenuta – conclude Bartolini – per un importo di 558.000 euro l’anno, a fronte dei 520.000 del 2015 e dei 215.000 del 2014. Ciò dovrebbe confermare la volontà della Sds non solo di mantenere, ma di potenziare un servizio in cui da anni, anche grazie alle associazioni di volontariato che, ribadisco, vista la convenzione continueranno a fare la loro parte, rappresentiamo un’eccellenza».
Francesca Maltagliati
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