Sicurezza
A Pescia in arrivo altri quindici profughi
La conferma dall’assessore Romoli: saranno ospitati in un appartamento nella zona di Ponte Europa
PESCIA. Quindici nuovi profughi in arrivo a Pescia. La notizia, che lunedì scorso era stata data solo come una possibilità, ha ricevuto, ieri, conferma ufficiale da parte dall'assessore alle politiche sociali Elisa Romoli.
I ragazzi, in Italia già da tempo, arriveranno a Pescia la prossima settimana e saranno ospitati all'interno di un appartamento in zona Ponte Europa, preso in affitto dall'Arciconfraternita delle Misericordie di Firenze, che si occuperà anche dellagestione.
L'idea di attivare un centro di prima accoglienza all'interno di un condominio in pieno centro ha già fatto storcere il naso a qualche membro dell’opposizione, in particolare l'ex vicesindaco Oliviero Franceschi ha definito addirittura «indecente» l'idea dell'amministrazione.
«Prima dell'arrivo dei ragazzi - ha annunciato la Romoli - si svolgerà comunque una riunione con i condomini, alla quale saremo presenti io, il sindaco Giurlani e l'Arciconfraternita delle Misericordie, in cui verrà spiegato come funziona il progetto e come verranno gestiti questi ragazzi».
L'assessore Romoli e la presidente della Commissione welfare, Valeria Nanni, avevano già spiegato come il Comune di Pescia non abbia ancora raggiunto il numero massimo (previsto in accordo con la Prefettura di Pistoia) di persone ospitabili nel proprio territorio, sebbene siano già presenti dei rifugiati anche nella frazione di Vellano. «Il nostro comune, come gli altri della Valdinievole e della provincia, devono quindi fare, e stanno facendo, la loro parte in questa situazione di emergenza – hanno ribadito con una nota ufficiale –. Le persone che saranno ospitate nell'appartamento in questione saranno seguite e accompagnate in un percorso di integrazione da un'organizzazione competente in materia. Stiamo parlando di persone in fuga da conflitti, povertà e persecuzioni, non di turisti in viaggio di piacere».
Tornando alle accuse di Franceschi, lo stesso consigliere è stato invitato da Romoli e Nanni, qualora le rassicurazioni fornite non dovessero bastare, a visitare il centro d'accoglienza. «Chissà che, oltre ad offrile un buon caffè, non le facciano cambiare idea», è stato l'auspicio delle rappresentanti della maggioranza.
Secondo i dati ufficiali i profughi presenti su tutto il territorio provinciale sono 500. Si tratta di persone di varie nazionalità - in maggioranza africani, ma anche pakistani e afgani - ancora in attesa di ricevere lo status di rifugiato politico, per il riconoscimento della protezione internazionale. Status rilasciato dalle Commissioni territoriali, cui segue la consegna del permesso di soggiorno. Sono 67 i migranti - dislocati in sei comuni - che già hanno ottenuto il riconoscimento di rifugiati politici, e sono stati inseriti nel progetto Sprar.
Maria Salerno
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