La manifestazione
Ucciso nel sonno a 32 anni dal monossido di carbonio
MONTECATINI. È stato il freddo di questi giorni a tradirlo. Ha tappato le fessure degli infissi di camera con delle strisce di gommapiuma e del nastro da pacchi e poi, indossato un maglione della...
MONTECATINI. È stato il freddo di questi giorni a tradirlo. Ha tappato le fessure degli infissi di camera con delle strisce di gommapiuma e del nastro da pacchi e poi, indossato un maglione della moglie, prima di infilarsi sotto le coperte ha acceso un fuoco, utilizzando come braciere un vecchio bidone di ferro. E il monossido di carbonio lo ha ucciso nel sonno.
Erano da poco passate le tre di ieri pomeriggio quando Mario Qorri, trentaduenne di origine albanese ma da anni residente a Montecatini, è stato trovato privo di vita nel letto del suo appartamento di via del Salsero. Inutile ogni tentativo di soccorso: probabilmente la morte era avvenuta già nelle prime ore della notte.
Mario Qorri si trovava in quell’appartamento agli arresti domiciliari per questioni legate allo spaccio di stupefacenti. La moglie, di nazionalità russa, in questi giorni di festività era tornata in patria dai familiari insieme al loro figlioletto: sarebbero dovuti rientrare in Italia nei prossimi giorni. A Montecatini vivono anche la sorella e il fratello della vittima. È toccato a loro il compito di informare della tragedia la moglie di Qorri.
A chiedere l’intervento della polizia è stato invece nel primo pomeriggio uno dei due coinquilini di Mario Qorri, quando, insospettito dall’odore di fumo che filtrava dalla camera da letto del trentaduenne, ha cominciato a bussare alla porta, chiusa a chiave, non ottenendo risposta.
Sul posto è accorsa perciò una volante del commissariato, e quando gli agenti hanno sfondato la porta si sono trovati davanti alla tragedia. Inutile l’intervento nell’appartamento dei soccorritori della Misericordia. Il medico del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso: chiari i sintomi dell’intossicazione da monossido di carbonio.
Comunque, la polizia di Montecatini ha eseguito tutti gli accertamenti di rito per escludere la benché minima ipotesi di morte violenta, anche con l’ausilio dei colleghi della Scientifica della questura di Pistoia.
Come detto, oltre al fatto di aver imprudentemente acceso un fuoco all’interno della stanza, la vittima aveva moltiplicato i rischi sigillando praticamente la stanza, impedendo così ogni possibile ricambio di aria: le fiamme hanno via via consumato tutto l’ossigeno presente e il locale si è saturato del letale gas derivato dalla combustione. (m.d.)
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