Il Tirreno

Montecatini

Ucciso nel sonno dal monossido di carbonio

Massimo Donati
La salma di Mario Qorri viene trasportata all'obitorio
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La salma di Mario Qorri viene trasportata all'obitorio

Dramma in un appartamento di Montecatini, vittima un trentaduenne che aveva acceso un braciere in camera per difendersi dal freddo

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MONTECATINI. È stato il freddo a tradirlo. Ha tappato le fessure degli infissi con delle strisce di gommapiuma e del nastro da pacchi e poi, indossato un maglione della moglie, prima di infilarsi sotto le coperte ha acceso un fuoco, utilizzando come braciere un vecchio bidone di ferro. E il monossido di carbonio lo ha ucciso nel sonno.

Erano da poco passate le 15 di oggi, 3 gennaio, quando Mario Qorri, trentaduenne di origine albanese ma da anni residente a Montecatini, è stato trovato privo di vita nel letto del suo appartamento di via del Salsero 6, all’incrocio con corso Matteotti. Inutile ogni tentativo di soccorso: probabilmente la morte era avvenuta già nelle prime ore della notte.

Mario Qorri si trovava in quell’appartamento agli arresti domiciliari per questioni legate allo spaccio di stupefacenti. La moglie, di nazionalità russa, in questi giorni di festività era tornata in patria dai familiari insieme al loro figlioletto: sarebbero dovuti rientrare in Italia il prossimo 13 gennaio. A Montecatini vivono anche la sorella e il fratello della vittima, entrambi molto integrati nella comunità: commessa in un negozio di abbigliamento la prima, direttore di ristoranti e locali notturni il secondo. Sono stati loro ad informare della tragedia la moglie.

A chiedere l’intervento della polizia è stato invece nel primo pomeriggio uno dei due coinquilini di Mario Qorri, quando, insospettito dall’odore di fumo che filtrava dalla camera da letto del trentaduenne, ha cominciato a bussare alla porta, chiusa a chiave, non ottenendo risposta. Sul posto è accorsa perciò una volante del commissariato, e quando gli agenti hanno sfondato la porta si sono trovati davanti alla tragedia. Inutile l’intervento nell’appartamento dei soccorritori della Misericordia. Il medico del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso: chiari i sintomi dell’intossicazione da monossido di carbonio.

Comunque, la polizia di Montecatini ha eseguito tutti gli accertamenti di rito per escludere la benché minima ipotesi di morte violenta, anche con l’ausilio dei colleghi della Scientifica della questura di Pistoia. Come detto, oltre al fatto di aver imprudentemente acceso un fuoco all’interno della stanza, la vittima aveva moltiplicato i rischi sigillando praticamente la stanza, impedendo così ogni possibile ricambio di aria: le fiamme hanno via via consumato tutto l’ossigeno e il locale si è saturato del fatale gas derivato dalla combustione.

Completate le indagini, il commissariato ha informato dell’esito il magistrato di turno in procura, il pm Claudio Curreli, che ha dato il suo nulla osta per la rimozione della salma e l’affidamento alla famiglia.

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