Il Tirreno

Montecatini

Mefit, servono prospettive certe

di Maria Salerno

Il sindaco Giurlani oggi potrebbe annunciare il trasferimento dell’attività in tensostrutture

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PESCIA. Spostare l'attività del mercato all'ingrosso dei fiori all'esterno. Sotto tensostrutture. Almeno temporaneamente. Ma per quanto tempo? E nel frattempo il fabbricato principale sarà oggetto dei necessari lavori di adeguamento e messa in sicurezza di cui da tempo necessita? Se sì, con quali risorse?

Per il momento, l'idea del trasferimento delle attività relative alle contrattazioni e all'esposizione della merce da parte degli operatori è solo stata annunciata dal sindaco Oreste Giurlani, ma dopo la riunione di oggi, che sarà ospitata nell'ex sala delle aste dello stesso mercato, potrebbe divenire realtà. La notizia non è stata accolta con favore dagli operatori, che in questi giorni hanno dichiarato che vedrebbero un senso nell'operazione solo se "a termine". Ma trasferirsi "fuori" perché il fabbricato è inagibile, senza una prospettiva né un piano chiaro per il futuro fa storcere il naso a molti. Nonostante il consiglio comunale abbia formalizzato, adottando anche una specifica delibera, la decisione di continuare a mantenere il servizio pubblico del mercato all'ingrosso dei fiori, ha lasciato, ad oggi, molte questioni insolute a partire da quella relativa alla sua gestione. Come intende gestire il Comune un servizio pubblico con un amministratore unico che è stato prorogato fino al 18 gennaio 2016? Con l'affidamento della gestione del servizio al Mefit, che verrà mantenuta in vita come azienda speciale, ma solo fino al 31 maggio 2016? E dopo si vedrà. Lo stesso direttore del Mefit, Fabrizio Salvadorini si domanda cosa dovrà rispondere, a partire dal 4 gennaio, agli operatori che vorranno iscriversi al mercato e che gli domanderanno quali sono le tariffe che verranno applicate. L'adozione delle tariffe, per le quali è previsto un incremento del 3% viene proposta dal direttore, l'organo amministrativo le adotta, ma le stesse devono essere approvate dall'amministrazione con un'apposita delibera di giunta. Nonostante la buona volontà di volere mantenere in piedi un'attività determinante per l'economia del territorio, dunque, il futuro del mercato dei fiori è tutt'altro che definito. E il problema non sembra risiedere in quell'aggiornamento del progetto che l'amministrazione avrebbe dovuto presentare alla Regione Toscana entro l'estate scorsa, come ha sottolineato la consigliera Lucia Guidi (Pd) nel consiglio comunale dedicato. La stessa Regione aveva previsto un milione di euro in finanziaria da destinare alla struttura. Verrebbe da domandarsi perché nessuno ne reclami l'erogazione. Eppure quel milione sarebbe "provvidenziale" per l'edificio. «Per l'adeguamento dell'immobile sono necessari molti più soldi - ha dichiarato Salvadorini - ma quella cifra da sola basterebbe a sanare le problematiche più urgenti, quelle che interessano la sicurezza delle pareti vetrate, ad esempio, o a garantire la stabilità alla copertura e l'adozione di alcune misure antincendio». Ma quel milione arriverà? «Il sindaco chieda i soldi» è stata l'esortazione del consigliere Angelo Morini (Percorso Comune). Il Comune, infatti, non dispone di risorse per intervenire sulla struttura.

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