Il Tirreno

Montecatini

Il mercato dei fiori di Pescia non chiuderà i battenti

Il mercato dei fiori di Pescia non chiuderà i battenti

Deciso a salvare l’azienda speciale nonostante la perdita di 132 milioni di euro il consiglio comunale approva il bilancio del Mefit. Ma ora serve una strategia

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Il mercato dei fiori di Pescia non chiuderà. Lo ha deliberato il consiglio comunale nella seduta di lunedì. Una convocazione ad hoc che prevedeva, tra i punti all'ordine del giorno, oltre che l'approvazione del bilancio dell'azienda speciale comunale, anche l'approvazione di una delibera che indicasse all'ente la strada da percorrere per reggersi con le sue gambe.

«La volontà politica - ha spiegato l'assessore al Bilancio, Roberto Peria - è chiaramente quella di salvare il pezzo più importante dell'economia di Pescia» purché, questa azienda dimostri di avere le capacità per reggersi da sola - non solo - ma anche quella di "autorisanarsi" rispetto a quella perdita di oltre 132 milioni che ha rischiato di gravare sui contribuenti pesciatini.

In fondo, ha ricordato Peria, quest'organismo è stato creato dall'amministrazione precedente con l'obiettivo preciso di contenere i costi di distribuzione, oltre che di favorire l'accesso diretto dei produttori e dei commercianti al mercato. «Una scelta precisa - ha sottolineato - per gestire al meglio il mercato dei fiori più importante d'Italia».

Secondo l'analisi degli uffici finanziari del Comune, in considerazione del fatto che l'andamento dei conti è migliorato dal punto di vista della gestione operativa, a determinare quella grossa perdita d’esercizio per il Mefit è stata una concomitanza di fattori, che include la vicenda di contenzioso con i lavoratori licenziati, gli accantonamenti per il contenzioso e il pagamento di una tassa rifiuti davvero salata.

Peria, poi, ha illustrato i dati, che indicano, comunque, per il 2015 un miglioramento nei conti dell’azienda rispetto al 2014, a partire da un incremento del 12% nelle aziende iscritte (che al 30 novembre erano 723). Inoltre, attualmente gravitano intorno al mercato 278 produttori, 385 commercianti, 20 trasportatori e alcune attività minori, tutte voci in crescita rispetto al 2014.

Peria ha sottolineato, inoltre, che i ricavi sono stati maggiori rispetto a quelli preventivati nel piano di sviluppo che l'azienda aveva presentato all’amministrazione. Pur non di meno l'azienda non può essere promossa a pieni voti, piuttosto rimandata a settembre. Come si faceva un tempo con gli scolari con delle lacune, ma a cui si sceglieva, comunque, di dare fiducia.

«Dobbiamo prenderci un periodo di tempo in cui cercheremo di risolvere le criticità che non consentono a questa casa di avere fondamenta stabili - ha concluso Peria - Il rapporto con la Regione, l’esigenza di avere un luogo dove operare in sicurezza, scelte che non vanno rimandate a un tempo indeterminato, ma che vanno fatte entro il 31 maggio prossimo».

La volontà di dare fiducia al Mefit è stata espressa anche dalle opposizioni, che si sono astenute dal voto, ma sono state sostanzialmente concordi nel dire che «Pescia non può permettersi di perdere qualcos'altro», anche se, inutile girarci attorno, come ha ricordato il consigliere Angelo Morini (Percorso Comune) «servono i soldi per garantire un futuro a quell'azienda».

Maria Salerno

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore