Lutto
Scopre chi era suo padre alla soglia degli 80 anni
Grazie al test del dna la donna ha saputo di essere figlia di un uomo facoltoso di Ponte Buggianese che aveva avuto una relazione segreta con una domestica
PONTE BUGGIANESE. Scoprire a 80 anni chi è il nostro vero padre non capita a tutti, soprattutto se di mezzo c’è un’eredità, frettolosamente attribuita finita nelle mani di una nipote, figlia della sorella del defunto. Una vicenda degna di una fiction che vede come protagonisti una donna prossima agli ottanta, un uomo di Ponte Buggianese ormai defunto dal lontano 1977 e una serie di giudici ed avvocati che stanno seguendo l’intricata questione nelle aule del tribunale della Spezia, città ligure nella quale l’anziana vive ormai da moltissimi anni. Partiamo dal finale: la donna ha scoperto solo ora, grazie all’esame del dna sulla salma del congiunto all’uopo riesumata, di essere sua figlia naturale.
L’esame ha attribuito una probabilità di paternità biologica del 97,2%. Come dire, non siamo alla certezza scientifica assoluta, ma per la giustizia italiana è sufficiente. L’inizio della storia risale al periodo intermedio fra le due guerre, 1937, quando il benestante uomo di Ponte non riconobbe la figlia perché era nata da una relazione scomoda e clandestina con la propria domestica. Cose che, ottant’anni fa, erano normali. L’uomo non abbandonò completamente la figlia naturale a se stesse, ma pensò al suo mantenimento “a distanza”, senza però farle saperla chi fosse il suo benefattore.
La neonata venne registrata col nome della mamma la quale, soltanto quando la figlia era ormai grande, le raccontò di essere il frutto di un amore clandestini. La donna si sposò alla Spezia, città nella quale si recava per le vacanze estive e conobbe il futuro marito. Si arriva così al 1977, quarant’anni dopo il misfatto, quando l’uomo di Ponte Buggianese venne a mancare. Non avendo eredi prossimi, i suoi beni passarono a una parente, la figlia della sorella. Solo due anni fa la figlia naturale decise di passare al contrattacco, probabilmente convinta da parenti più giovani, per riscattare la legittima eredità o, almeno una parte.
Tutte motivazioni che non compaiono, però, negli atti della causa di paternità. Il finale è di questi giorni ed è l’avvenuto riconoscimento della paternità naturale, al quale si è potuti arrivare grazie ad una riforma della materia avvenuta nel 2012. La causa è stata seguita dall’avvocato Gianfranco Borrini, mentre, in mancanza di eredi, l’azione dei riconoscimento della paternità è stata iniziata nei confronti di un curatore speciale nominato dal tribunale, il cui incarico è stato preso dall’avvocatessa Manuela Bacci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
