Il Tirreno

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Le parole di Pericle in aula per rispettare la sentenza

di Luca Signorini
Le parole di Pericle in aula per rispettare la sentenza

Nel consiglio comunale di Pieve a Nievole sono andati in scena la lettura e il commento del famoso Discorso agli ateniesi davanti agli studenti

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PIEVE A NIEVOLE. Grandi e solenni parole, con l'auspicio che portino a gesti concreti. Concetti per così dire astratti, no all'egoismo, sì alla condivisione e partecipazione, e poi responsabilità, buon senso, civiltà, merito, tutela dei diritti. E temi certi e “materiali”, come il rispetto delle leggi e il prosaico pagare le tasse. Il Discorso di Pericle agli ateniesi (e agli altri popoli), letto in un consiglio comunale sui generis di fronte agli alunni di terza media, a conclusione dell'affaire Palagina che aveva portato in tribunale dal 2008 maggioranza e parte di opposizione (in contrasto per un presunto danno d'immagine), risveglia gli spiriti di una democrazia che, secondo il giudice civile Roberto Ciccarelli, colui che ha emesso la sentenza, erano evidentemente da riaffermare. Il breve testo del 461 avanti Cristo, contenuto nell'opera “La guerra del Peloponneso” dello storico Tucidide, con una copia regalata a ciascuno studente, oggi, nel 2015, continua a essere monito per politica e anche giustizia. Che, in taluni casi (ma sempre più frequenti), sono chiamate a ripensarsi, a ricomporre una dialettica, dei toni e una dimensione deviata, capace di scontrarsi, più che di dirimere.

Pericle viene in soccorso, ancora (e forse più di prima) attuale. «Atene è stata la prima comunità di associati che ha provato a gestire la cosa pubblica contro Sparta, città - stato con tendenze assolutistiche e vessatorie - ha detto il presidente del tribunale di Pistoia, Fabrizio Amato, presente alla seduta - quello che rimane del testo è l'ordine morale ed etico per tutti coloro che appartengono a una comunità di persone. Il Discorso di Pericle sottolinea i fini e gli obiettivi di una collettività, è la chiave per leggere il futuro, parla di libertà e senso di giustizia. La soluzione proposta dal tribunale, e accettata dalle due parti in causa, è di buon senso, si è provato a valorizzare in modo positivo la portata politica della controversia. Si riconosce la necessità di risolvere la questione con uno sguardo al bene comune, attraverso il confronto e il rispetto reciproco. Si tratta di un lascito per la consapevolezza di adulti e giovani».

Parlano gli avvocati, gli assessori, gli esponenti di minoranza. Così il sindaco Gilda Diolaiuti: «Oggi è una giornata particolare e costruttiva, riportiamo una brutta vicenda nella giusta dialettica, per riaffermare il concetto di giusta democrazia». Gli studenti in sala tirano fuori argomenti piuttosto delicati: conflitto d'interessi, corruzione, integrazione, governo del popolo. Nonostante Pericle, resta difficile rispondergli.

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