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Montecatini

I cinesi sono balzati in testa ma pernottano solo un giorno

I cinesi sono balzati in testa ma pernottano solo un giorno

Come sono cambiati i flussi turistici a Montecatini: crollo dei russi, riflettori sulla Scandinavia

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MONTECATINI. Cinesi ormai saldamente al primo posto tra gli arrivi dei turisti dall’estero (ma frutto di un esasperato mordi e fuggi); crolla invece la Russia, che in pochi anni passa dal primo all’undicesimo mercato di riferimento per Montecatini; regge la “vecchia” Europa e da tenere costantemente nel mirino c’è la Scandinavia. Sono questi i dati principali sui flussi turistici dei primi 10 mesi dell’anno analizzati da Sabrina Gilardi, della sezione turismo di Confindustria. E analizzati nel convegno tenuto all’Excelsior alla presenza anche dell’assessore regionale Stefano Ciuoffo.

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«Il mercato cinese, da intendere come turismo di gruppo – dice Gilardi – è in forte incremento e ha rappresentato dal 1° gennaio al 31 ottobre il mercato più forte a Montecatini con 73.000 arrivi (erano stati 55mila in tutto il 2014). Questi ospiti però pernottano mediamente solo una notte perché si tratta di un turismo non maturo nel nostro continente e la nostra città viene identificata solo come base di appoggio per i tour dell’Italia, a prezzi bassi».

«A mio avviso – prosegue Gilardi – credo possa essere una situazione modificabile. Se riuscissimo a evitare l’intermediazione di operatori europei, che non porta valore aggiunto, potremmo cercare di gestire il rapporto con i tour operator cinesi e avere così maggiore marginalità. Negli anni potremmo acquisire quella maturità di questo turismo che ci permetterebbe di trattenere un interessante nucleo di clientela per più giorni. Va anche considerato che il cinese in genere ha una buona propensione all’acquisto». Di contro c’è la Russia, il nuovo bengodi montecatinese che, si scopre, potrebbe essersi trattato di poco più di una meteora.

«Si tratta di un Paese che per vari motivi ha avuto una flessione (dal secondo posto del 2014 è ora all’undicesimo con 14.000 arrivi) ma che rappresenta sempre un mercato da monitorare. E non dimentico gli altri nostri clienti: in ordine di arrivi la Francia (42.000), Usa, Germania, Turchia, Polonia, Olanda, Spagna (per la quale si prevede un aumento nel 2016), Regno Unito e Belgio. Dobbiamo poi guardare con attenzione ai paesi scandinavi. Infine segnalo il Brasile, un mercato per ora di nicchia».

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